• Menu
  • Menu
5 Alberi Monumentali nell'Appennino Reggiano

5 ALBERI MONUMENTALI IN APPENNINO REGGIANO E COME RAGGIUNGERLI

Io vado matta per gli alberi monumentali. Li vedo come grandi giganti saggi, custodi di segreti e di saperi.

I miei posti del cuore sono quasi tutti legati ad alberi. Che per me hanno un cuore, una personalità. Sono miei amici.

Amici che vado a trovare nei momenti importanti. Di gioia o di tristezza. A cui chiedo consiglio o conforto.

Oggi ti vorrei raccontare di 5 bellissimi alberi monumentali dell’Appennino Reggiano. E delle semplici passeggiate per raggiungerli.

Un’occasione speciale per venire a fare quattro passi in Appennino.

1. La Grande Quercia di Rondinara

Sulle colline scandianesi s’innalza la grande e possente quercia centenaria, conosciuta come la Quercia dai 100 rami. Ma che gli scandianesi chiamano semplicemente la Grande Quercia.

La nostra è un’amicizia di vecchia data. Spesso mi sono ritrovata a parlarle dei miei pensieri. A lei ho detto per prima che volevo diventare una Guida Ambientale.

La Grande Quercia si trova nei pressi del Monte Evangelo tra Rondinara e Monte Babbio.

La si può raggiungere brevemente dal parcheggio di Pianderna Agriwellness, salendo da Ca’ de Caroli o attraverso una passeggiata un po’ più lunga dal Circolo della Caccia di Monte Evangelo che si trova subito dopo il Monte delle Tre Croci.

Per i percorsi dettagliati, ti consiglio di leggere questo articolo.

Alberi monumentali reggiani: la Grande Quercia

La Quercia ha più di 350 anni. Attualmente è recintata e non è possibile avvicinarsi per toccarla perché è sottoposta ad un intervento di cure protettive per migliorarne lo stato di salute.

Dalla Grande Quercia, comunque, si gode di un bellissimo panorama sulle colline scandianesi e sul castello di Viano.

Se visiterai la Grande Quercia in estate, evita le ore più calde perché il percorso è molto soleggiato. Ti consiglio piuttosto di visitarlo al tramonto o in autunno quando i vigneti tutt’attorno si tingono di rosso.

La Grande Quercia di Rondinara

2. L’Acero Opalo dell’Eremo di Bismantova

La Pietra di Bismantova è uno dei luoghi più mistici e iconici dell’Appennino Reggiano.

Ai sui piedi si ergono dal 1600 il monastero benedettino e la chiesa intitolata alla Madonna del Latte di Bismantova.

E proprio di fronte al portale d’accesso potrai ammirare un magnifico e possente Acero di oltre 500 anni. Della varietà Opalo, davvero poco comune in Italia.

Questo albero grazie alla sua vicinanza a questo luogo di forte spiritualità e alla sua longevità e possanza, è stato da poco inserito nella lista ufficiale degli Alberi Monumentali della regione Emilia Romagna.

Acero monumentale dell'Eremo di Bismantova

Raggiungere l’Acero della Pietra è semplicissimo: ti basterà parcheggiare a Piazzale Dante e salire fino all’Eremo nei pressi del Bar Ristorante Rifugio della Pietra.

Il percorso è asfaltato, quindi percorribile anche con passeggino, seppur in salita.

Se vorrai aggiungere un po’ di avventura alla tua giornata, potrai percorrere uno dei tanti sentieri che si snodano attorno alla Pietra: salire in vetta o giocare nel bellissimo bosco dell’Orto dei Frati ai suoi piedi.

Se vuoi scoprire questi percorsi e le 5 curiosità che non conoscevi sulla Pietra di Bismantova, ti consiglio di leggere questo articolo.

Alberi monumentali in Appennino Reggiano

3. Il Pioppo sdraiato del torrente Tassobbio

Nei pressi di Casina, si trova la selvaggia valle del torrente Tassobbio. Una valle poco frequentata e conosciuta e non sempre facilmente raggiungibile in auto.

Ma proprio per questo motivo a tratti incontaminata e magica.

A Mulino di Cortogno, si trova l’Agriturismo Mulino in Pietra. Un antico borgo sulle sponde del torrente, oggi trasformato in ristorante e bed&breakfast.

All’interno dell’aia è ancora visitabile l’antico mulino ad acqua e la quattrocentesca cucina del mugnaio. Nel cortile dell’agriturismo, inoltre, si trova un albero davvero particolare: il Pioppo Sdraiato.

Un monumentale pioppo crollato che incredibilmente ha continuato la sua Vita. Trasformando i rami secondari in nuovi alberi e tronchi vitali che s’innalzano dal tronco abbattuto orizzontale.

Il Pioppo sdraiato del Mulino in Pietra

Arrivat* al Pioppo ti sentirai fortemente connesso alla Forza della Natura. L’energia dell’acqua del torrente, il canto degli uccelli, il rumore del vento tra le foglie. E la potenza e forza di questo albero resiliente.

Puoi raggiungere l’agriturismo e il Pioppo in auto. Goderti un pranzo domenicale nell’aia, visitare il mulino e leggere la leggenda del pioppo sdraiato scritta da Valentina, l’attuale proprietaria del Mulino.

E nel pomeriggio potrai percorrere una breve passeggiata lungo le sponde del torrente.

Oppure potrai scegliere di raggiungere l’agriturismo a piedi da Casina, percorrendo tutto il lungo Tassobbio e risalendo in paese passando dal castello di Sarzano.

L’itinerario completo lo trovi in questo articolo.

Mulino in Pietra a Cortogno

4. I Faggi secolari del Lago Calamone

Un altro dei luoghi a me cari, dove gli alberi monumentali diventano protagonisti del paesaggio, è il Lago Calamone.

Ai piedi del monte Ventasso e raggiungibile da Ramiseto, il Lago Calamone è una meta imperdibile in ogni stagione dell’anno.

Per la freschezza delle sue sponde nelle giornate d’estate, per i colori vivi del foliage autunnale o per il fascino del lago ghiacciato e dei manti innevati invernali.

Il Calamone si raggiunge lasciando l’auto a Ventasso Laghi. Da qui potrai percorrere un semplice sentiero largo, accessibile anche con passeggino fino al lago.

Dove ti aspetteranno i meravigliosi e nodosi Faggi Monumentali sulle sue sponde.

Lago Calamone e foliage

I Faggi sono da sempre considerati Alberi spirituali. Di connessione tra il Cielo e la Terra.

Entrare in una faggeta dà la sensazione di entrare in una Cattedrale naturale.

Per provare questa emozione, abbandona le sponde del lago e segui il sentiero CAI 667, direzione Ventasso cima.

Anche senza per forza raggiungere la vetta, nella prima parte del percorso ti troverai immers* nella faggeta. E potrai arrivare ad incontrare due possenti faggi affiancati a lato sentiero.

Per tutte le informazioni dettagliate sul Lago Calamone e i suoi sentieri, leggi questo articolo.

Alberi monumentali: i faggi

5. Castagni secolari: l’albero del pane

Il Castagno è un altro dei miei alberi del cuore. Rappresenta per me il Prendersi Cura, il Donarsi incondizionatamente.

Il castagno per secoli è stato la fonte di sostentamento per tutta la popolazione appenninica. Con le sue castagne si produceva la farina che era alla base dell’alimentazione povera montanara.

E i castagni secolari, con le loro cortecce ruvide e nodose, sono anche da molti considerati la casa del Piccolo Popolo.

Nell’Appennino reggiano c’è un castagneto secolare, oggi abbandonato a cui io sono particolarmente legata.

Si trova nei pressi dei Gessi Triassici, lungo il torrente Secchia. E al suo interno c’è un grande castagno secolare. Molto più grande e possente di tutti gli altri.

Castagni secolari nell'Appennino reggiano

Non ti svelerò precisamente la posizione di questo albero. Perché è un luogo poco conosciuto e ci tengo a preservare la sua intimità.

Ma se vuoi incontrare altri favolosi castagneti secolari in regione, ti consiglio di visitare l’Art in Wood di Zocca (MO) o il Bosco del Poranceto (BO).

Ti è piaciuta questa carrellata sugli alberi monumentali dell’Appennino reggiano?

Se sei alla ricerca di altre Avventure nell’Appennino Emiliano, ti consiglio Trekking in Appennino Emiliano per Famiglie. La mia Guida Digitale che racchiude ben 15 semplici itinerari in Natura con i bambiniPer sapere di più sulla guida e su come averla, leggi qui.

Buone Avventure!

Terry

Terry

Guida Ambientale Escursionistica, Blogger e Mamma. Vieni con Me all'Avventura!
Scopri le Prossime Escursioni a Calendario: clicca qui sotto!

View stories

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *