Oggi ti porto all’interno di un parco regionale a me molto caro nell’Appennino modenese: scopriamo insieme un sentiero ad anello da percorrere con i tuoi bambini ai Sassi di Roccamalatina.
Questo percorso tra storia e natura ci permetterà di vedere da vicino i grandi affioramenti rocciosi, di passeggiare in un bosco ombroso e di scoprire antichi mestieri montanari.
Pront* a seguirmi all’Avventura?
Trekking ad anello del Rio Tregenda: dati tecnici
- Punto di partenza: Rocca Malatina | Giuglia (MO)
- Tappe intermedie: Carbonaia, Mulino della Riva, Rocca di Sotto
- Sentieri: SAS 2, SAS 1, SAS 4 (facoltativo)
- Lunghezza: 5 km circa (anello)
- Dislivello: +/- 200 m
- Tempo di percorrenza: 2 h (soste escluse)
- Punti ristoro: bar al punto di partenza e al borgo
- Passeggino da trekking: no
- Difficoltà: intermedio
- Note tecniche: nella prima parte in alcuni tratti il sentiero si restringe e si presenta su fondo roccioso a gradoni. La risalita da Mulino della Riva è abbastanza ripida (per i bambin*). Nella seconda parte sono presenti tratti di strada asfaltata non ombreggiati.
- Periodo migliore: tutto l’anno evitando le giornate seguenti a piogge abbondanti e le giornate estive più calde.
Il Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina
Tra i comuni di Guiglia, Zocca e Marano sul Panaro, per ben 2300 ettari, si estende il Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina.
La particolarità principale di questo parco è la presenza di una serie di affioramenti rocciosi di arenaria che s’innalzano in rupi e pinnacoli.
Circondate dal tipico paesaggio collinare emiliano fatto di boschi, campi e calanchi, le guglie rocciose svettano in maniera molto suggestiva e scenografica.
Si tratta di resti di fondali marini di lontani tempi geologici. Queste sabbie molto grossolane si sono depositate e sedimentate sul fondale di un mare profondo nel Cretaceo superiore, circa 90 milioni di anni fa.
L’area del parco oggi è un luogo ricco di biodiversità con la presenza di habitat molto differenziati. L’arida e brulla roccia, infatti, rappresenta un ambiente molto particolare e diverso dai boschi circostanti.
Sulle sue pareti, esposte ai raggi del sole, crescono specie botaniche che amano climi caldi secchi come ginestre, elicriso e assenzio. E i suoi alti speroni di roccia spoglia sono il luogo ideale per la nidificazione di uccelli rapaci come il falco pellegrino.
Il Parco ospita un centro visite, una pieve medievale di grande importanza, borghi di particolare interesse storico e una fitta rete sentieristica. Per maggiori info generali, puoi visitare la pagina dedicata sul sito Parchi Emilia Centrale.

Lungo il Rio Tregenda fino alla Carbonaia
La nostra escursione parte dal borgo di Rocca Malatina. Il mio consiglio è di parcheggiare l’auto in via Ronzone, nei pressi del parco giochi oppure poco più avanti nel parcheggio del cimitero.
In entrambi i casi sarà necessario tornare leggermente indietro su via Sassi fino all’incrocio: proprio di fronte a te troverai l’imbocco del sentiero segnato come SAS 2 Rio Tregenda.
In breve il sentiero svolta a destra entrando in un ombreggiato boschetto di noccioli. Dopo circa un chilometro sarai arrivat* al Rio Tregenda: un grande pioppo fa da crocevia. Il nostro sentiero continua a destra.
Il percorso abbandona il greto del torrente per salire in maniera abbastanza dolce: il fondo del sentiero in alcuni tratti è roccioso e a gradoni, ma il percorso risulta abbastanza piacevole e tutto ombreggiato.

Sfrutta questa parte del percorso per aguzzare la vista e ricercare Tesori della Natura: osserva l’arenaria da vicino e prova a distinguere dei minerali, cerca piccoli funghetti attaccati ai tronchi o altri elementi vegetali caduti lungo il percorso.
Dopo circa 2 km di cammino sarai arrivat* alla Carbonaia. In questo spiazzo è stato ricostruito un antico bivacco degli uomini di montagna.
I boschi dell’Appennino fino alla metà del Novecento infatti erano utilizzati per la produzione di carbone: venivano create delle cataste di legna a torre, ricoperte poi da una cupola di argilla con buco sommitale.
La catasta veniva incendiata e il suo bruciare in modo lento permetteva la creazione del carbone, utilizzato poi per il riscaldamento domestico, nelle centrali termoelettriche e per alimentare i mezzi di trasporto come locomotive e navi.

Anello dei Sassi di Roccamalatina con bambini: il Mulino della Riva
Dalla Carbonaia, abbandona temporaneamente il SAS 2 e segui le indicazioni SAS 1 Mulino della Riva.
La discesa al Mulino della Riva è una deviazione dall’anello non obbligatoria ma consigliata, perché ti condurrà su un bellissimo prato molto adatto e ambito per i pic-nic in Natura.
Il percorso può risultare un pochino ripido per i bambin* quindi ti consiglio di percorrerlo con attenzione. Giunti al prato troverai tavoli da pic-nic, una griglia e il bellissimo edificio storico del mulino.
I mulini ad acqua sono un’altra importante testimonianza del nostro passato contadino: il grano veniva portato qui come in tanti altri mulini dell’Appennino per essere macinato e trasformato in farina.
L’edificio principale è ormai completamente crollato, ma resta invece un piccolo edificio circolare recentemente restaurato che ospita ancora oggi una macina.
Dopo il tuo pic-nic, due giochi nelle acque del rio delle Vallecchie e un po’ di relax sarai pront* a proseguire!

La vista sui Sassi e l’arrivo al Borgo di Sotto
Dopo la salita un po’ faticosa, siamo di nuovo alla Carbonaia: il nostro anello sul SAS 2 prosegue a sinistra, direzione Borgo di Sotto.
Questo tratto fino al borgo è tutto in salita, ma si apre su alcuni bei scorci panoramici sulla valle. Prima di tutto sul borgo di Castellino delle Formiche e sui resti della torre dell’antico castello.
Proseguendo inizieranno poi a comparire i pinnacoli e le guglie dei Sassi: in primavera ed estate giocano a nascondino tra le foglie degli alberi.

Arrivat* al Borgo di Sotto, puoi scegliere di allungare la tua escursione, percorrendo anche il SAS 4: il sentiero di Salita al Sasso della Croce.
Questo tratto è a pagamento e generalmente aperto durante i weekend da Aprile a Ottobre. È molto breve (400 m; +/- 50 m), ma non va sottovalutata la sua difficoltà.
Il sentiero infatti è principalmente scavato a gradoni nella roccia, ma nell’ultima parte presenta un piccolo tratto attrezzato con pioli di metallo (non è necessario imbrago) e alcuni punti esposti.
Si giunge proprio sulla vetta del sasso dove si trova la croce, con un panorama 360° sul parco. Non è un luogo adatto ai piccolissimi sia per la ripidità e la complessità di alcuni passaggi che per la sua esposizione arrivati in cima.
In linea generale, sconsiglierei la salita al di sotto dei 9/10 anni e a tutte le persone che soffrono di vertigine.

La chiusura dell’anello passando da Castellaro
Dal Borgo di Sotto prosegui sul sentiero di destra che esce dal borgo in leggera salita (sempre SAS 2, direzione Rocca Malatina): in breve ti troverai su asfalto. Prosegui ancora a destra.
In questo breve tratto però non mancare di voltarti ad ammirare nuovamente il Sasso della Croce e alla tua sinistra il gruppo dei Sassi di Sopra.
All’angolo destro, all’inizio della strada asfaltata troverai la torre trecentesca di Castellaro, antica fortificazione. Sulla sua sommità nidificano ogni anno i rondoni.
Il tuo percorso ora prosegue tutto su asfalto per circa un chilometro, passando nei pressi del borgo di Pugnano e infine raggiungendo il cimitero di Rocca Malatina.
Di questo tratto non sottovalutare l’esposizione al sole: con i bambini chiudere un’escursione con un tratto di asfalto sotto il sole nelle giornate più calde può essere molto impegnativo.

Ora sei pront* per la tua avventura ai Sassi di Roccamalatina con bambini!
Se vuoi conoscere un altro percorso all’interno del parco, ti consiglio di leggere l’articolo sul Sentiero dei Ponticelli: potrai scegliere quale livello di difficoltà percorrere.
L’Avventura al Sentiero dei Ponticelli è una delle 15 escursioni che ti consiglio nella mia Guida Digitale Trekking in Appennino Emiliano per Famiglie. Per sapere di più sulla guida e su come averla, leggi qui.
Buona Estate all’Avventura!
Terry







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