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Come riconoscere cervi, daini e caprioli

SCOPRENDO GLI UNGULATI: COME RICONOSCERE CERVI, DAINI E CAPRIOLI

Tutti noi abbiamo in mente nel nostro immaginario un cervo. Ma sapresti come riconoscere cervi, daini e caprioli?

Questi tre animali molto simili tra loro, in realtà presentano differenze molto chiare che permettono la loro differenziazione.

Oggi ti spiegherò quali sono i parametri da osservare per il loro riconoscimento.

Gli Ungulati

Cervi, daini e caprioli sono classificati come Ungulati: un gruppo di mammiferi che hanno sviluppato gli zoccoli come strategia di cammino.

Gli zoccoli degli ungulati si sono formati in seguito all’andatura scelta da questi animali. Gli ungulati infatti camminano appoggiando tutto il peso corporeo sulle unghie delle due dita centrali che si sono sviluppate maggiormente per proteggersi dall’usura.

Nel territorio italiano tra gli ungulati selvatici non abbiamo solo cervi, daini e caprioli, ma anche cinghiali, stambecchi, mufloni e camosci.

Oltre all’andatura, ciò che accomuna questi animali è una dieta erbivora e la presenza di palchi sulla testa (ad eccezione del cinghiale che è onnivoro e non ha le corna).

Ora proveremo a capire quali sono i parametri che permettono di distinguere queste tre specie, a prima vista così simili tra loro.

Gli ungulati

1. Come riconoscere cervi, daini e caprioli: le dimensioni

Il primo fattore discriminante che ci può far intuire chi abbiamo davanti anche se l’incontro avviene a distanza sono le dimensioni.

I cervi sono notevolmente più grandi dei caprioli. I daini si pongono in una posizione intermedia, medio-grande.

Parlando di animali maschi adulti e di altezze al garrese, cioè dal punto più alto del dorso (scapole) a terra, noteremo che:

  • il capriolo è il più piccolo con un’altezza media di 65-75 cm e un peso tra 20-35 kg
  • il daino ha un’altezza media di 70-95 cm e un peso di circa 50-110 kg
  • il cervo è il più grande con un’altezza di 115-130 cm e un peso di circa 160-220 kg

La differenza tra maschi e femmine in termini di peso e altezza riguarda principalmente le due specie più grandi e in particolare i cervi.

La grandezza dei cuccioli alla nascita è proporzionata a quella degli esemplari adulti. Quindi un cucciolo di cervo sarà il più grande rispetto a quelli di daino o capriolo.

Riconoscere gli ungulati: i caprioli

2. I palchi

Gli esemplari maschi di tutte e tre le specie presentano palchi, ovvero grandi corna alla sommità del capo.

I palchi sono un attributo importante legato alla riproduzione e determinano il maschio dominante del territorio, l’unico che avrà il diritto di accoppiarsi con le femmine.

I palchi non sono permanenti, ma crescono insieme all’animale. Per questo cadono ogni anno nel periodo invernale.

Per quel che riguarda i cervi, il ciclo di vita del palco comincia con la caduta verso febbraio. Poi in primavera ricomincia l’accrescimento di un palco morbido ricoperto di velluto che gli serve per tenerlo nutrito dai vasi sanguigni durante la crescita.

In estate l’accrescimento si blocca e inizia la pulizia del corno dal velluto per prepararsi ai combattimenti autunnali. In questo periodo il corno diventerà duro e osseo per permettere efficacia durante gli scontri che determineranno il maschio dominante.

Ecco la differenza tra i tre palchi:

  • il palco di capriolo è il più piccolo. Si posiziona verticale sulla testa dell’animale e con un massimo di tre corte ramificazioni. La forma e il numero di ramificazioni non sono indicativi dell’età dell’animale.
  • il palco di cervo invece può essere molto grande e pesante, fino ai 3-6 kg, con ramificazioni molto sviluppate. Il massimo sviluppo di solito si ha attorno ai 5-6 anni dell’animale.
  • il palco di daino non ha ramificazioni, ma ha una caratteristica forma a pala con una serie di terminazioni a punta.
Riconoscere gli ungulati: cervi

3. Il manto

Cervi, daini e caprioli hanno due tipologie di manto: quello estivo e quello invernale.

In tutti i casi, quello estivo sarà leggermente più bruno-rossastro mentre quello invernale sarà più bruno grigiastro.

Il manto estivo è raso, liscio, sottile e aderente al corpo dell’animale. Mentre quello invernale è lungo e fitto e nei cervi maschi forma una specie di goliera attorno al collo più lunga e folta (tipo una criniera ma sul collo).

La differenza principale nella colorazione del manto è nel manto pomellato del daino.

Il manto dei daini è generalmente di un bruno un po’ più chiaro di quello di cervi e caprioli e presenta macchie bianche sul dorso. Il colore sfuma a più scuro salendo lungo i fianchi fino ad una striscia nera proprio al centro del dorso.

Tutti i cuccioli delle tre specie presentano il manto pomellato che poi si trasformerà in manto adulto senza pomellatura per cervi e caprioli.

Riconoscere gli ungulati: daini

4. Lo specchio anale

Lo specchio anale è l’area di pelo posteriore attorno all’ano. È molto diversa nelle tre specie ed è sicuramente uno degli elementi distintivi più importanti.

  • lo specchio anale dei caprioli è completamente bianco e di forma circolare. Il capriolo ha una coda molto corta bianca che rimane nascosta tra il pelo, ma nelle femmine può essere riconoscibile un ciuffo più scuro sotto l’ano in corrispondenza del ciuffo vulvare.
  • nei cervi invece, lo specchio anale è giallognolo con una coda riconoscibile e leggermente più scura al centro.
  • nei daini lo specchio anale è bianco inquadrato dentro a contorni neri. La coda è molto lunga e ben sviluppata e di colore nero.
Riconoscere cervi, daini e caprioli dallo specchio anale

5. I richiami

Se avrai la fortuna non solo di incontrare, ma anche di sentire il verso di un capriolo o di un cervo nel bosco ti accorgerai che i loro richiami sono molto diversi.

Il bramito del cervo è un suono legato alla fase di accoppiamento. I cervi maschi cantano il loro verso per richiamare le femmine durante la stagione degli amori.

Il bramito è un suono grave, gutturale e profondo. Una specie di muggito non sempre uguale, ma che può essere modulato e armonizzato dall’animale in modi diversi. Ascoltalo qui.

Il verso del capriolo invece si chiama scrocchio. Non è un richiamo d’accoppiamento ma è un segnale di allarme emesso dall’animale quando si sente in pericolo.

Lo puoi sentire per esempio se camminando sul sentiero ti stai involontariamente avvicinando al suo areale: è il suo modo per dirti che lo stai disturbando spaventandolo e facendolo entrare in stress.

Il suono è una specie di abbaio roco e profondo. Ascoltalo qui.

I richiami degli ungulati

Questi sono tutti i parametri che puoi usare per riconoscere cervi, daini e caprioli. Non ti resta che incontrarli!

Se sei interessat* alla fauna selvatica, in questo articolo ti introduco il tema delle tracce animali: come cercarle e riconoscerle.

Mentre se vuoi conoscere un’altra categoria di animali selvatici, in questo articolo ti parlo dei piccoli uccelli passeriformi invernali.

Buone osservazioni faunistiche!

Terry

Terry

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