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Come riconoscere le Tracce degli Animali selvatici

IL MONDO DELLE TRACCE DEGLI ANIMALI SELVATICI: IMPARARE A RICONOSCERLE

Quando si cammina nel bosco, soprattutto con i bambini, è molto difficile riuscire ad incontrare un Selvatico. Ma un occhio allenato e attento invece può facilmente identificare le tracce che gli animali selvatici lasciano con il loro passaggio.

Oggi proveremo a scoprire insieme quali sono le tipologie di tracce che si possono scoprire nel bosco. Per ogni tipologia troverai poi un articolo di approfondimento.

Prima di partire, ti dico che per osservare e riconoscere le tracce degli animali selvatici ci vuole pazienza, occhio allenato e passo lento. E naturalmente bisogna avere idea di dove cercare!

Oggi proverò a darti qualche informazione di base per iniziare.

1. Orme e piste

Le tracce di animali selvatici più comuni sono le Orme, cioè le impronte lasciate dalla zampa di un animale. Con Pista invece si definisce una serie di orme consecutive che ci indicano la direzione di spostamento dell’animale.

Le orme dei Selvatici si differenziano in base all’andamento del cammino e a come l’animale appoggia le zampe a terra.

Distinguiamo animali:

  • plantigradi: che appoggiano tutta la pianta del piede, lasciando quindi l’impronta di dita e palmo.

In questo caso l’impronta conta 5 dita. Appartengono a questa tipologia il tasso, la faina, l’istrice, il riccio e lo scoiattolo.

  • digitigradi: che appoggiano solo le dita, ad eccezione del primo dito.

Avranno quindi un’impronta a 4 dita. Appartengono a questa tipologia il cane, il lupo, la volpe, il gatto domestico o selvatico.

  • ungulati: che appoggiano sole le unghie generalmente delle due dita centrali.

Quindi l’impronta di solito è a due dita. E appartengono a questa tipologia per esempio capriolo, cervo, cinghiale.

Le orme dei selvatici si trovano più facilmente nell’argilla fresca o nella neve. Negli alvei dei torrenti possiamo trovarle anche nella sabbia.

L’impronta più particolare che abbia mai visto è un’orma di scoiattolo nella sabbia a bordo di un torrente. Mentre la pista più affascinante è sempre quella del lupo.

Se vuoi approfondire il riconoscimento delle tracce, ti consiglio di leggere questo articolo specifico.

Orme e piste
A sinistra: orme di scoiattolo; a destra: pista di lupo

2. Tracce di animali selvatici: le fatte e le borre

Le cacche degli animali selvatici si chiamano Fatte. Anche se può sembrare strano e schifoso, osservare le cacche che troviamo sui sentieri è il modo più semplice per capire chi vive nel bosco in cui stai camminando.

Le fatte si differenziano tra di loro per colore, forma e dimensioni, consistenza e contenuto.

Osservando attentamente il contenuto delle fatte è possibile capire la dieta dell’animale: peli, piume e ossa ci faranno pensare ad un carnivoro. Semi o erba ci faranno pensare ad un erbivoro.

A volte anche la posizione del ritrovamento è rilevante: per esempio, volpi e mustelidi amano marcare i sentieri, mentre il tasso scava delle piccole buche in cui defecare chiamate latrine.

Le due fatte più particolari che abbia mai incontrato sono queste in foto: la fatta rosa è di una faina che in settembre ha fatto una scorpacciata di frutti di corniolo!

Quella di destra invece è probabilmente una fatta di volpe che ha mangiato un uccello: al suo interno infatti sono visibili i calami delle penne.

Tracce degli animali selvatici: le fatte
A sinistra: fatta di faina dopo pasto di frutti di corniolo; a destra: fatta di volpe dopo pasto di uccello

Molto simili alle fatte sono le Borre: si tratta dei rigurgiti degli uccelli. Di quelle parti dure che il loro stomaco non può digerire.

Le più facilmente riconoscibili sono quelle di rapace, ma ti avviso che sono molto molto difficili da trovare.

Per trovarle bisogna cercare sotto ai posatoi, i luoghi dove i rapaci si riposano tra una caccia e l’altra: per esempio pali della luce o rami di alberi solitari.

Le borre hanno forma cilindrica e sono un accumulo molto compatto di piume. Nei rapaci notturni all’interno si trovano anche tanti ossicini o gusci di esoscheletri di insetti in base alla dieta.

Se vuoi scoprire di più sul mondo delle fatte e delle borre, puoi leggere questo articolo specifico.

Le borre dei rapaci
Due esempi di borre di rapace

3. Mute o perdite naturali

Alcune tracce di animali selvatici sono legate alle perdite spontanee di parti del loro corpo che avvengono nel corso dell’anno. Questo fenomeno per tutti è chiamato Muta ed è del tutto naturale e biologico.

Gli uccelli mutano le penne delle ali, i mammiferi mutano il pelo, i rettili mutano la pelle e gli insetti mutano l’esoscheletro.

Può capitare quindi di trovare una penna isolata di uccello, oppure per quel che riguarda i mammiferi, aculei d’istrice o i palchi degli ungulati. Un mio ritrovamento molto soddisfacente è stato proprio un bel corno di capriolo nel campo dietro casa.

Molto difficili da trovare e molto ambite sono le mute di serpente o d’insetto. Queste mute sono molto interessanti perché periodicamente l’animale perde la pelle o l’esoscheletro nel momento dell’aumento delle sue dimensioni.

Per me è stato commovente trovare vicino a casa la muta di un biacco, il simpatico serpentone nero che vive nei nostri boschi.

Tracce di animali selvatici: le mute
A sinistra: palco di capriolo; a destra: muta di biacco

4. Tracce di predazione

Diverso è invece quando troviamo una chiazza di pelo molto consistente o una spiumata di tante penne ravvicinate: siamo davanti ad una scena del crimine!

Si tratta di una Traccia di predazione: il punto in cui un animale è stato catturato da un predatore carnivoro.

Oltre a peli e piume, le tracce di predazione più consistenti portano anche al ritrovamento di vere e proprie carcasse o frammenti anatomici dell’animale predato o ossa scarnificate. Macabro ma parte del processo naturale!

La zona dove abito è abitata da un branco di lupi e due volte mi è capitato di avere la fortuna di trovare tracce di predazione di capriolo molto consistenti. Oltre a grandi quantità di pelo, ho trovato ossa più o meno scarnificate degli arti dell’erbivoro.

Tracce di predazione
Esempi di tracce di predazione animale

5. Resti di pasto vegetale

Meno inquietanti e comunque interessantissimi, sono i Resti di pasto vegetali. I più comuni sono i gusci della frutta secca mangiata da uccelli e roditori.

Sembra incredibile, ma in base a come è stato aperto il foro i naturalisti sono in grado d’identificare la specie che ha mangiato il frutto.

Per esempio, gli scoiattoli con i loro incisivi robusti riescono a rompere perfettamente a metà le nocciole. Mentre quelle rosicchiate con un foro più piccolo appartengono a topi e ghiri.

Anche una pigna rosicchiata fino all’asse è una tipica traccia di pasto di piccoli roditori. Di solito viene lasciata intatta la parte apicale perché contiene i pinoli più piccoli.

Altra traccia frequente di pasto vegetale possono essere i funghi smangiucciati o delle piccole buche scavate a terra sotto gli alberi: sono le buche di tasso, istrice e cinghiale per il loro pasto onnivoro.

Da queste buchette traggono lombrichi e insetti, ma anche bulbi e radici.

Resti di pasto vegetale
Resti di pasto vegetale: a sinistra nocciole; a destra un asse di pigna

6. Tane e nidi

Ultimo e meraviglioso ritrovamento possibile sono le Tane e i Nidi.

Prima di tutto, mi raccomando, se trovate la tana di un Selvatico abbiate rispetto della sua Casa: non infilateci dentro bastoni o braccia, non avvicinatevi nemmeno troppo. Cercate di non contaminare troppo la zona con il vostro odore di Umano.

Non tutte le buche scavate nel terreno sono considerabili tane: alcuni animali, come abbiamo detto scavano anche per ricercare cibo.

Quando trovate il foro d’entrata di una tana, osservate le dimensioni: non saranno certo simili i piccoli fori di arvicola e le grandi cavità semicircolari del tasso.

Per quel che riguarda i nidi, sfatiamo un mito: il nido non è la casa di un uccello, ma una struttura temporanea che gli animali costruiscono a fini riproduttivi e per l’accudimento della prole.

Esistono tantissimi diverse tipologie di nido: da quelli a terra a quelli aerei, dalle minuscole opere di tessitura di alcuni piccoli uccelli o roditori alle grandi e disordinate garzaie degli ardeidi.

Poi ci sono i nidi sulle pareti verticali rocciose dei falchi pellegrini o i nidi scavati nei tronchi degli alberi dei picchi.

E sì anche lo scoiattolo crea un nido di erbe secche proprio come gli uccelli! Una bella palla sferica difficile da individuare tra i rami alti degli alberi.

Tracce animali selvatici: le tane e i nidi
A sinistra: ingresso di tana di tasso; a destra: un nido

Ora ti sei fatt* un’idea su quali sono le possibili tracce di animali selvatici che si possono incontrare in un bosco e come trovarle.

Se vuoi approfondire l’affascinante argomento delle tracce animali, ti consiglio la lettura di questo libro: Baker, Tracce e segni degli animali.

Oppure puoi partecipare ad una mia escursione per famiglie per venire con me sulle tracce dei Selvatici. Qui hai il calendario delle prossime escursioni.

Buone Avventure!

Terry

Terry

Guida Ambientale Escursionistica, Blogger e Mamma. Vieni con Me all'Avventura!
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