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cascate per famiglie in Emilia Romagna

LE PIÙ BELLE CASCATE PER FAMIGLIE IN EMILIA ROMAGNA

La stagione del trekking primaverile/estivo è ufficialmente iniziata. E oggi voglio inaugurarla con un articolo imperdibile sulle migliori cascate per famiglie in Emilia Romagna.

Luoghi facilmente raggiungibili con brevi escursioni e accessibili anche ai più piccoli. Contesti simili, ma allo stesso tempo tanto diversi tra loro.

Dove la componente magica dell’acqua riempirà di emozioni la tua Avventura!

Le proposte si concentrano in Emilia e sono tutte escursioni che ho testato personalmente.

Vuoi avere i miei consigli a portata di smartphone sempre con Te? Trekking in Appennino Emiliano per Famiglie è la mia Guida Digitale con schede dettagliate ai 15 imperdibili itinerari con bambini nelle province emiliane. Per sapere di più sulla guida e su come averla, leggi qui.

Sei pront* a inforcare lo zaino e seguirmi?

Appennino Piacentino

1. Cascate del Carlone: la rigenerante

Siamo in val Trebbia: a circa 7 km dal borgo dei borghi di Bobbio: qui troverai un piccolo angolo di Natura incontaminata.

Il sentiero semplice conduce al cospetto delle due cascate del torrente Carlone. Le cui acque termali ti accoglieranno per un rinfrescante bagnetto.

  • Punto di partenza: borgo di San Cristoforo (Bobbio | Pc)
  • Tappe: Cascata Bassa, Cascata Alta
  • Sentiero: indicazioni per cascata
  • Lunghezza: circa 4,5 km (A/R)
  • Dislivello: +/- 100 m
  • Tempo di percorrenza (passo adulto): circa 2 h soste escluse
  • Punti ristoro: no
  • Passeggino da trekking: no
  • Difficoltà: facile
  • Note tecniche: le indicazioni per il sentiero sono poco riconoscibili. La discesa finale alla cascata bassa è molto ripida, con corda di sicurezza, sconsigliata ai bambini sotto i 6 anni (la cascata è visibile anche dall’alto).
  • Periodo migliore: primavera-estate; da evitare dopo piogge abbondanti
  • Articolo di approfondimento: Due giorni in val Trebbia tra Natura e borghi antichi
Cascata del Carlone a Bobbio

Nell’Appennino piacentino sono molto conosciute anche le cascate del Perino. Ti segnalo però che un’ordinanza dei comuni di Farini e Bettola ad inizio estate 2021 ha stabilito la chiusura del sentiero causa frane.

Appennino Parmense

Sono due le cascate parmensi adatte alle famiglie che ho visitato: una in val di Taro e l’altra in val d’Enza.

2. Marmitta dei Giganti di S. Cristoforo: la fatata

Una cascatella scavata nella roccia che sembra essere la piscina delle fate!

Il fluire dell’acqua nel tempo, infatti, ha eroso la roccia formando un profondo foro circolare al cui interno ora c’è una piscinetta naturale, accessibile solo agli abitanti magici del bosco.

  • Punto di partenza: San Cristoforo in Val Vona (Borgo Val di Taro | Pr)
  • Tappa: Chiesa, Marmitta dei Giganti
  • Sentiero: CAI 851
  • Lunghezza: circa 3 km (A/R)
  • Dislivello: irrilevante
  • Tempo di percorrenza (passo adulto): 1h 30′ soste escluse
  • Punti ristoro: no
  • Passeggino da trekking: no
  • Difficoltà: facile
  • Note tecniche: il sentiero è poco battuto e in alcuni tratti richiederebbe un po’ di manutenzione. Erba alta o tronchi crollati che invadono il tracciato. Piccolo guado di sasso in sasso. Arrivat* alla cascata, la discesa fino alla parte bassa è leggermente ripida ed esposta e quindi consigliata a bambini dai 6 anni in su.
  • Periodo migliore: tutto l’anno; evitare dopo piogge abbondanti
  • Articolo di approfondimento: Due escursioni per famiglie in Val di Taro
Marmitta dei giganti in Val di Taro

3. Cascata della Grondara: l’inaspettata

Una cascata dall’impressionante salto di una ventina di metri si nasconde nella collina parmense in val d’Enza.

Un sentiero breve adatto anche ai più piccoli, a pochi passi dal centro abitato, ma con un grande impatto finale.

  • Punto di partenza: Pieve di SS. Ippolito e Cassiano di Scurano (Neviano degli Arduini | Pr)
  • Tappa: recinto asini e pecore, cascata, parco giochi a lato della pieve
  • Sentiero: asfalto, carraia, sentiero indicato cascata
  • Lunghezza: circa 3,5 km (A/R)
  • Dislivello: irrilevante
  • Tempo di percorrenza (passo bambino): 1h 30′ soste escluse
  • Punti ristoro: no
  • Passeggino da trekking: solo fino alla fine della carraia: si può lasciare il passeggino all’inizio del boschetto
  • Difficoltà: facile
  • Note tecniche: il percorso non presenta difficoltà tecniche. Alcuni tratti finali nel bosco potrebbero presentare fango.
  • Periodo migliore: tutto l’anno; evitare dopo piogge abbondanti
  • Articolo di approfondimento: Avventure nel Parco del Monte Fuso
Cascate in Emilia Romagna: cascata della Grondara

Cascate in Emilia Romagna – Appennino Reggiano

4. Cascata del Tassaro: l’avventurosa

Un piccolo gioiello in val Tassobbio, nella collina reggiana. Purtroppo la parte finale del percorso, che conduce proprio alla base della cascata, è stata soggetta ad una recente frana. Il sentiero è stato messo in sicurezza, ma è consigliato solo ad escursionisti esperti.

La cascata è raggiungibile attraverso due percorsi: uno più avventuroso ad anello per adulti o bambini grandi e camminatori. Uno molto breve, pianeggiante e adatto anche ai più piccoli.

  • Punto di partenza: percorso 1: Mulino di Chichino (Compiano | RE); percorso 2: Crovara (Vetto | RE)
  • Tappa: percorso 1: cascata; percorso 2: borgo di Scalucchia, cascata
  • Sentieri: SD, CAI 670B, 670C
  • Lunghezza: percorso 1: 1,5 km (A/R); percorso 2: 3 km (anello)
  • Dislivello: percorso 1: irrilevante; percorso 2: +/- 200 m
  • Tempo di percorrenza (passo adulto): percorso 1: 30′; percorso 2: 1h 30′ entrambi soste escluse
  • Punti ristoro: no
  • Passeggino da trekking: no
  • Difficoltà: percorso 1: facile; percorso 2: medio
  • Note tecniche: il percorso 1 non presenta difficoltà tecniche. Il percorso 2 è abbastanza tosto per il costante dislivello. Giunt* alla cascata, il salto principale è nascosto dalla roccia, ma è raggiungibile su percorso solo per escursionisti esperti per massi caduti in seguito ad una frana.
  • Periodo migliore: primavera-autunno; evitare dopo piogge abbondanti
  • Articolo di approfondimento: La Cascata della Val Tassaro
Cascata del Tassaro nell'Appennino Reggiano

Tra le più belle cascate in Emilia Romagna della provincia reggiana vanno sicuramente nominate le cascate del Lavacchiello. Attenzione però: perché il sentiero che parte da Presa Alta (Ligonchio) è stato dichiarato inagibile dal CAI già da qualche anno. La presenza di alcuni tratti esposti e franosi lo rende un sentiero molto pericoloso anche per gli adulti.

Appennino Modenese

Forse la provincia col maggior numero di cascate, una più bella dell’altra. Io ho deciso di proportene due: una accessibile a tutti e una per un trekking mozzafiato.

5. Cascata del Doccione: l’inclusiva

In assoluto la più accessibile tra tutte le cascate dell’Emilia Romagna, ma non di certo la meno soddisfacente.

Questa cascata è forse di tutte la più scenografica con la sua altezza di 120 m di cui 24 di salto verticale.

  • Punto di partenza: Fellicarolo (Fanano | Mo)
  • Tappa: balconata panoramica
  • Sentieri: indicazioni per cascata
  • Lunghezza: 1 km (A/R)
  • Dislivello: irrilevante
  • Tempo di percorrenza (passo adulto): 30′
  • Punti ristoro: rifugio Taburri ad 1,5 km raggiungibile anche in auto
  • Passeggino da trekking: sì
  • Difficoltà: facile
  • Note tecniche: il punto panoramico è raggiungibile attraverso passerelle lignee studiate per essere accessibili anche ai diversamente abili. Ottima esperienza di primi passi a contatto con la Natura.
  • Periodo migliore: tutto l’anno. Si trova a 1200 m: attrezzati con il giusto abbigliamento.
  • Articolo di approfondimento: La Cascata del Doccione
Cascate in Emilia Romagna: cascata del Doccione

6. Cascate di Sant’Annapelago: la sportiva

L’escursione più impegnativa: un vero trekking ad anello alla scoperta delle 5 cascate del rio Valdarno e del fosso del Terzino.

  • Punto di partenza: via Casa delle Rose (Sant’Annapelago | Mo)
  • Tappe: cascata di Rioo, cascata della Bandita, cascata di Sassorso, cascata del Terzino, cascata della Cascadora, fosso del Pisano
  • Sentiero: SDC
  • Lunghezza: 12 km (anello)
  • Dislivello: 300 m
  • Tempo di percorrenza (passo adulto): 5 h soste escluse
  • Punti ristoro: bar e alimentari in paese (inizio sentiero)
  • Passeggino da trekking: no
  • Difficoltà: difficile
  • Note tecniche: il sentiero si sviluppa in leggero sali e scendi nel bosco. Il dislivello è concentrato nelle brevi diramazioni per le cascate (ognuna va percorsa andata e ritorno per ricongiungersi al sentiero ad anello). La discesa per la cascata della Cascadora è solo per escursionisti esperti in quanto molto ripida a gradoni e leggermente esposta. La cascata è comunque visibile da terrazza panoramica poco dopo la diramazione.
  • Periodo migliore: tarda primavera-autunno. Si trovano a 1170 m: attrezzati con il giusto abbigliamento. Per lo stesso motivo, l’acqua delle pozze è spesso molto fredda e non sempre adatta a fare il bagno.
  • Articolo di approfondimento: Le Cascate di Sant’Annapelago
Cascate di Sant'Annapelago

Appennino Bolognese

Sono due le cascate bolognesi che ti propongo, anche queste molto diverse tra loro in tipologia ed accessibilità.

7. Cascata di Labante: la conviviale

Un luogo gettonatissimo per una rilassante domenica in compagnia. L’accesso alla cascata non richiede nessun impegno fisico e proprio per questo nelle calde giornate estive la troverai molto affollata.

  • Punto di partenza: chiesa di San Cristoforo (Labante | Bo)
  • Tappe: cascata e grotte
  • Sentiero: indicazioni per cascata
  • Lunghezza: 500 m (A/R)
  • Dislivello: irrilevante
  • Tempo di percorrenza (passo adulto): 10′
  • Punti ristoro: no ma troverai griglie e tavoli da pic-nic
  • Passeggino da trekking: sì
  • Difficoltà: facile
  • Note tecniche: l’accesso alla cascata è per tutti. I bambini possono giocare a bagnarsi sotto il suo getto. Su entrambi i lati della roccia si aprono delle piccole grotte ad accesso libero. Qui presta attenzione al fondo scivoloso.
  • Periodo migliore: Tutto l’anno
  • Articolo di approfondimento: La Cascata di Labante
Cascata di Labante

8. Cascate del Dardagna: la temeraria

Sei pront* a risalire la ripida scalinata che ti porterà al cospetto dei 7 balzi del Dardagna?

La visita alle cascate può avere due livelli di difficoltà. Percorso 1: andata e ritorno solo fino alla prima cascata; percorso 2: salita della scalinata per osservare tutte e 7 le cascate con chiusura ad anello.

Punto di partenza: Santuario della Madonna dell’Acero (Lizzano in Belvedere | Bo)
Tappe: le 7 cascate, lago del Cavone
Sentiero: CAI 331, 333, 337, strada provinciale asfaltata
Lunghezza: percorso 1: 3 km (A/R); percorso 2: circa 5 km (anello)
Dislivello: percorso 1: irrilevante; percorso 2: +/- 250 m
Tempo di percorrenza (passo adulto): percorso 1: 1 h 30′; percorso 2: 3 h 30′ entrambi soste escluse
Punti ristoro: alla partenza e al lago del Cavone
Passeggino da trekking: no
Difficoltà: percorso 1: facile; percorso 2: medio
Note tecniche: la prima parte non presenta difficoltà. La salita a gradoni è abbastanza ripida: sconsiglio di percorrerla in discesa. In estate è possibile trovare il sentiero davvero molto affollato, facendo perdere al percorso tutta la sua magia.
Periodo migliore: primavera-autunno; evitare il sentiero dopo piogge abbondanti
Articolo di approfondimento: Le Cascate del Dardagna – sito ufficiale del Corno alle Scale

Non ti resta che scegliere quale cascata ti rispecchia di più e partire alla Scoperta!

Ultimo consiglio: ricorda che le cascate sono esseri mutevoli, legati alle precipitazioni e alla stagionalità. Potrai quindi trovarle esplosive d’acqua o secche in base all’anno o alla stagione in cui le visiterai.

Se vuoi conoscere anche tre facili escursioni in Romagna che conducono a bellissime cascate, leggi questo articolo sulle cascate della valle del Savio.

Buon Cammino!

Terry

Terry

Guida Ambientale Escursionistica, Blogger e Mamma. Vieni con Me all'Avventura!
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