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due itinerari in Val di Taro

VAL DI TARO: DUE SEMPLICI ITINERARI NELLA NATURA

Oggi ti raccontò di due semplici itinerari nella Natura nella valle parmense più occidentale: la Val di Taro.

Famosa per i suoi funghi prelibati e i suoi bellissimi castelli. Ma oggi vorrei raccontarti delle due escursioni che abbiamo percorso: adatte a tutti e ricche di emozioni.

Inforca lo zaino e…si parte!

01. Itinerari in Val Taro: la faggeta del Monte Molinatico

Un’escursione che permette più livelli di difficoltà: dalla semplice passeggiata nel bosco, al leggermente impegnativo anello con salita sulla sommità del monte.

Un percorso adatto anche ai bambini, molto vario e coinvolgente.

  • Punto di partenza: Chalet del Molinatico (Borgo Val di Taro | Pr)
  • Tappe: Lago Martino, sommità del Molinatico, prati del Cucù di sotto e di sopra
  • Sentieri: CAI 839, 00, 839b
  • Lunghezza: circa 3 km (solo lago Martino A/R); circa 7 km (anello)
  • Dislivello: +/- 150 m (A/R); +/- 300 m (anello)
  • Tempo di percorrenza (passo adulto): 1h 20′ (A/R); 2h 30′ (anello) soste escluse
  • Punti ristoro: alla partenza
  • Passeggino da trekking: no
  • Difficoltà: alcuni tratti di salita decisa, sia nel bosco che su prato, e di ripida discesa sassosa. In autunno-inverno possibilità di manto scivoloso causa fogliame.
  • Periodo migliore: tutto l’anno
La faggeta del Molinatico in Val di Taro

Monte Molinatico in Val di Taro: come arrivare

Per arrivare all’inizio del sentiero, segui le indicazioni per Chalet del Molinatico, a Pian di Cassola, a circa 30 minuti da Borgo Val di Taro.

La strada asfaltata nell’ultimo tratto sale in modo abbastanza deciso fino ad un ampio parcheggio gratuito proprio di fronte al ristorante, aperto solo nei weekend.

Ti accoglierà un ampio prato adatto ai pic-nic, in cui noi giocheremo un po’ a palla dopo essere scesi dal monte. Tutt’attorno inizierai già ad essere circondato dalla faggeta che sul sentiero si farà sempre più fitta e maestosa.

Il primo tratto fino al Lago Martino

Prendi il sentiero CAI 839 che sale alla sinistra del ristorante: fin da subito il fondo è ghiaioso e in leggera ma costante salita. Il percorso è però largo e facilmente accessibile.

Ti immergerai nel folto del bosco e tutto intorno non vedrai nient’altro che giovani faggi: alberi smilzi, alti fino al cielo, ma con radici possenti radicate tra la terra e i massi.

Nel suo silenzio, il bosco ci parla: non posso spiegarti come, ma in mezzo a questi alberi mi sono sentita al sicuro e rasserenata.

In circa 40 minuti raggiungerai il Lago Martino: un piccolo lago artificiale, non particolarmente affascinante, ma adattissimo ad una prima sosta per rifocillarsi.

Dopo il pic-nic, puoi soffermarti coi bambini a giocare nel bosco dietro il lago. Noi abbiamo raccolto bastoni, li abbiamo levigati col coltello creando due bellissimi bastoni da trekking che ci hanno accompagnato per tutta l’estate.

I faggi del Monte Molinatico

La salita alla sommità e la discesa ad anello

Procedendo per un’altra oretta prima nel bosco e poi sui campi, arriverai in cima al Molinatico.

Il percorso qui si fa più intenso e duro: nella parte nel bosco per la ripidità del sentiero, nella parte sui prati per la sua esposizione totale al sole.

Raggiunto il falso piano sommitale però il paesaggio è davvero unico ed affaccia su entrambi i lati dell’Appennino: quello Emiliano e quello Toscano.

Sulla cima del Monte Molinatico

Dalla cima si prosegue per un breve tratto lungo il sentiero di crinale 00: una traccia facile sempre in mezzo ai prati.

Giunt* a Le Scorzadelle inizia a scendere lungo una ripidissima discesa ghiaiosa di nuovo nel bosco (CAI 839b). E in circa 30-40 minuti, dopo aver attraversato due bellissimi prati chiamati del Cucù di sopra e di sotto, ritornerai al punto di partenza.

02. La Marmitta dei Giganti di S. Cristoforo

Una semplice e breve passeggiata nel bosco di circa 40 minuti alla scoperta di una meraviglia della Natura: una cascata scavata nella roccia!

Una bellissima idea per una giornata al torrente.

  • Punto di partenza: San Cristoforo in Val Vona (Borgo Val di Taro | Pr)
  • Tappe: Marmitta dei Giganti
  • Sentiero: CAI 851
  • Lunghezza: circa 4 km (A/R)
  • Dislivello: irrilevante
  • Tempo di percorrenza (passo adulto): 1h 30′
  • Punti ristoro: no
  • Passeggino da trekking: no
  • Difficoltà: il sentiero è poco battuto e in alcuni tratti richiederebbe un po’ di manutenzione. Erba alta o tronchi crollati che invadono il tracciato. Piccolo guado di sasso in sasso. Arrivat* alla cascata, la discesa fino alla parte bassa è leggermente ripida ed esposta. consigliata a bambini dai 6 anni in sù.
  • Periodo migliore: tutto l’anno; evitare dopo piogge abbondanti
Un castagno maestoso in Val Vona

Arrivare a S. Cristoforo in Val Vona

Sulla sponda opposta del Taro rispetto al Molinatico, ma sempre ad una quindicina di minuti da Borgo Val di Taro.

Specificando proprio S. Cristoforo in Val Vona, come destinazione nel navigatore, parcheggia l’auto a bordo strada nel borghetto di case circa 250 m prima della chiesa.

All’altezza della curva a gomito, segui uno stradello largo e sterrato proprio di fronte a te e, dopo altri 200 m circa, imbocca il sentiero 851 sulla destra direzione Marmitta dei Giganti.

Il sentiero nel bosco

Il sentiero procede abbastanza semplice nel bosco quasi sempre ombreggiato e con un leggero sali e scendi. Anche in estate, ti consiglio i pantaloni lunghi perché in alcuni tratti l’erba alta invade il tracciato con possibilità di rischio zecche.

Passeggia accanto ai giganteschi castagni dalle forme strane che ricordano le case di fate e folletti.

La marmitta dei Giganti di Val Vona

Cammina fino ad arrivare alle sponde del torrente: qui c’è un pezzo leggermente più avventuroso, in cui bisogna scavalcare qualche albero caduto e guadare saltando di sasso in sasso.

Risali sulla sponda opposta, dove lo scroscio dell’acqua continuerà ad accompagnarti anche allontanandoti dalla riva. Finché ad un tratto potrai intravedere la cascata dall’alto, nascosta tra le fronte degli alberi!

La marmitta dei Giganti della Val di Taro

E non una cascata qualunque: l’acqua ha scavato così in profondità la roccia sottostante da creare, dopo il primo salto, una piscinetta concentrica profonda completamente circondata dalle pareti di roccia.

Da qui poi l’acqua compie il secondo balzo. Purtroppo in questo periodo dell’anno non è tantissima, ma lo spettacolo è davvero affascinante.

Il sentiero arriva alla sommità della cascata: qui sulle basse acque del torrente i bambini potranno bagnarsi i piedi e giocare a fare le pappe. Il fondo è roccioso e a tratti scivoloso, ma ci sono tanti girini da guardare e libellule dai colori sgargianti.

Per ammirare la cascata dal basso scendi alla destra della roccia: il sentiero è molto ripido e a tratti un po’ esposto quindi evita di percorrerlo con bambini molto piccoli.

La marmitta dei giganti in Val di Taro

Sei alla ricerca di Avventure nell’Appennino Emiliano, ti consiglio Trekking in Appennino Emiliano per Famiglie. La mia Guida Digitale che racchiude ben 15 semplici itinerari in Natura con i bambini. Per sapere di più sulla guida e su come averla, leggi qui.

Se invece vuoi altre informazioni sul territorio e sugli itinerari della Val di Taro, qui ti lascio il link al loro sito del turismo.

Continua a seguirci alla scoperta dell’Appennino Emiliano! Qui ti propongo altre due facili escursioni adatte a tutti: i percorsi attorno il rifugio Lagdei e la salita sul Monte Valestra.

Terry

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