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due itinerari in Val di Taro

VAL DI TARO: DUE SEMPLICI ITINERARI NELLA NATURA

Il nostro #appenninoitinerante dell’estate ha avuto inizio! E oggi vi racconteremo di due suoi semplici itinerari nella Natura nella valle parmense più occidentale: la Val di Taro.

Famosa per i suoi funghi prelibati e i suoi bellissimi castelli. Ma oggi vorrei raccontarvi delle due escursioni che abbiamo percorso: adatte a tutti, ma ricche di emozioni.

Inforchiamo lo zaino e…si parte!

01. Itinerari in Val Taro: la faggeta del Monte Molinatico

Un’escursione che permette più livelli di difficoltà: dalla semplice passeggiata nel bosco, al leggermente impegnativo anello con salita sulla sommità del monte.

Un percorso adatto anche ai bambini, molto vario e coinvolgente.

La faggeta del Molinatico in Val di Taro

Monte Molinatico in Val di Taro: come arrivare

Per arrivare all’inizio del sentiero, seguiamo le indicazioni per Chalet del Molinatico, a Pian di Cassola, a circa 30 minuti da Borgo Val di Taro.

La strada nell’ultimo tratto sale in modo abbastanza deciso fino ad un ampio parcheggio gratuito proprio di fronte al ristorante, aperto solo nei week end.

Ci accoglie un ampio prato adatto ai pic-nic, in cui noi giocheremo un po’ a palla dopo essere scesi dal monte. Tutt’attorno iniziamo già ad essere circondati dalla faggeta che sul sentiero si farà sempre più fitta e maestosa.

Il primo tratto fino al Lago Martino

Prendiamo il sentiero CAI 839 che sale alla sinistra del ristorante: fin da subito il fondo è ghiaioso e in leggera ma costante salita. Il percorso è però largo e facilmente accessibile.

Ci immergiamo nel folto del bosco e tutto intorno a noi non si vedono nient’altro che faggi: alberi smilzi, alti fino al cielo, ma con radici possenti radicate tra la terra e i massi.

Nel suo silenzio, il bosco ci parla: non posso spiegarvi come, ma in mezzo a questi alberi mi sono sentita al sicuro e rasserenata.

In circa 40 minuti raggiungiamo il Lago Martino: un piccolo lago artificiale, non particolarmente affascinante, ma adattissimo ad una prima sosta per rifocillarsi.

Dopo il pic-nic, Papà e Nicolò si soffermano a giocare nel bosco dietro il lago. Raccolgono bastoni, li levigano col coltello creando due bellissimi bastoni da trekking per Mamma e Nicolò che ci accompagneranno per tutta la vacanza.

I faggi del Monte Molinatico

La salita alla sommità e la discesa ad anello

Procedendo per un’altra oretta prima nel bosco e poi sui campi, si arriva in cima al Molinatico.

Il percorso qui si fa più intenso e duro: nella parte nel bosco per la ripidità del sentiero, nella parte sui prati per la sua esposizione totale al sole.

Raggiunto il falso piano sommitale però il paesaggio è davvero unico ed affaccia su entrambi i lati dell’Appennino: quello Emiliano e quello Toscano.

Sulla cima del Monte Molinatico

Dalla cima si prosegue per un breve tratto lungo il sentiero di crinale 00: una traccia facile sempre in mezzo ai prati.

Giunti a Le Scorzadelle iniziamo a scendere lungo una ripidissima discesa ghiaiosa di nuovo nel bosco. E in circa 30-40 minuti, dopo aver attraversato due bellissimi prati chiamati del Cucù di sopra e di sotto, ritorniamo al punto di partenza.

Abbiamo percorso in totale circa 2 ore 30 di cammino senza soste.

02. La Marmitta dei Giganti di S. Cristoforo

Una semplice e breve passeggiata nel bosco di circa 40 minuti alla scoperta di una meraviglia della natura: una cascata scavata nella roccia!

Una bellissima idea per una giornata al torrente.

Un castagno maestoso in Val Vona

Arrivare a S. Cristoforo in Val Vona

Sulla sponda opposta del Taro rispetto al Molinatico, questa volta ci troviamo a circa 15 minuti da Borgo Val di Taro.

Specificando proprio S. Cristoforo in Val Vona, come destinazione nel navigatore, parcheggiamo l’auto a bordo strada nel borghetto di case circa 250 m prima dell’arrivo.

All’altezza della curva a gomito, seguiamo uno stradello largo e sterrato proprio di fronte a noi e, dopo altri 200 m circa, imbocchiamo il sentiero 851 sulla destra direzione Marmitta dei Giganti.

Il sentiero nel bosco

Il sentiero procede abbastanza semplice nel bosco quasi sempre ombreggiato e con un leggero sali e scendi. Consigliamo i pantaloni lunghi perché in alcuni tratti l’erba è alta e invade il tracciato.

Passeggiamo accanto a giganteschi castagni dalle forme strane che ci ricordano le case di fate e folletti.

La marmitta dei Giganti di Val Vona

Camminiamo fino ad arrivare alle sponde del torrente: qui c’è un pezzo leggermente più avventuroso, in cui bisogna scavalcare qualche albero caduto e guadare saltando di sasso in sasso.

Risaliamo sulla sponda opposta, ma lo scroscio dell’acqua continua ad accompagnarci anche allontanandoci dalla riva. Finché ad un tratto la intravediamo dall’alto, nascosta tra le fronte degli alberi: la cascata!

La marmitta dei Giganti della Val di Taro

E non una cascata qualunque: l’acqua ha scavato così in profondità la roccia sottostante da creare, dopo il primo salto, una piscinetta concentrica profonda completamente circondata dalle pareti di roccia.

Da qui poi l’acqua compie il secondo balzo. Purtroppo in questo periodo dell’anno non è tantissima, ma lo spettacolo è davvero affascinante.

Il sentiero arriva alla sommità della cascata: qui sulle basse acque del torrente Nicolò poccia i piedi e gioca a fare le pappe. Il fondo è roccioso e a tratti scivoloso, ma ci sono tanti girini da guardare e libellule dai colori sgargianti.

Per ammirare la cascata dal basso scendiamo a turno alla destra della roccia: non portiamo Nicolò perché il sentiero è molto ripido e a tratti un po’ esposto.

La marmitta dei giganti in Val di Taro

Se volete farvi un’idea di questa avventura, guardate il breve video sulla nostra pagina Instagram: https://www.instagram.com/reel/CDwzVOTInAe/?igshid=8vw17xfecgnk

Volete rendere le vostre escursioni più semplici e avere sempre tutte le informazioni a portata di mano? Scaricate la nostra Mini Guida Digitale. 20 escursioni nell’Appennino Emiliano riassunte in pratiche schede facilmente consultabili anche in viaggio.

Se invece volete altre informazioni sul territorio e sugli itinerari della Val di Taro, qui vi lascio il link al loro sito del turismo.

Continuate a seguirci alla scoperta dell’Appennino Emiliano! Qui vi propongo altre due facili escursioni adatte a tutti: i percorsi attorno il rifugio Lagdei e la salita sul Monte Valestra.

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