• Menu
  • Menu
Bosco delle Fate a Castel D'Aiano

CACCIA AL TESORO NEL BOSCO DELLE FATE DI CASTEL D’AIANO

Sei mai stat* in un bosco incantato? Dove gli alberi hanno facce buffe e le rocce sembrano le case di creature magiche? Vieni con me alla scoperta del Bosco delle Fate di Castel D’Aiano!

Ho deciso che un luogo così magico meritava di essere visitato in un modo altrettanto speciale. Così ho deciso di realizzare una mappa che ti permetterà di visitare il bosco come in una vera Caccia al Tesoro!

Questo renderà l’esperienza ancora più divertente ed unica. Per una giornata di gioco in Natura.

Qui nell’articolo troverai tutte le informazioni pratiche su come raggiungere questo meraviglioso luogo incantato. E alla fine del testo il link alla mappa stampabile della Caccia al Tesoro.

Pront* a partire alla scoperta?

Il Bosco delle Fate di Castel D’Aiano: come raggiungerlo

Il Bosco delle Fate si trova vicinissimo al centro del borgo di Castel D’Aiano. Siamo nell’Appennino bolognese a circa 50 km dal capoluogo, al confine con il territorio modenese.

Le uscite autostradali più comode per raggiungere il borgo sono Val Samoggia o Sasso Marconi, in base alla direzione geografica da cui provieni.

Una volta giunt* a Castel D’Aiano, parcheggia l’auto in via Castellaro nei pressi della Piscina Comunale.

Prosegui a piedi costeggiando il laghetto e qui troverai le prime indicazioni per il sentiero CAI 456 che conduce nel Bosco delle Fate.

Il percorso è un anello che prosegue quasi sempre pianeggiante, prima affiancato dai campi poi quasi subito all’interno del bosco.

Attraversa il ponticello e costeggia la profonda gola del torrente. In breve giungerai ad un pianoro dove inizierai a sentire aria di magia.

Boschi magici nell'Appennino bolognese

Un castagneto che sembra prendere vita

Il Bosco delle Fate non è altro che un castagneto secolare abitato da antichissimi alberi dai tronchi nodosi e contorti.

Gli alberi sembrano così prendere vita: in uno mi sembra di vedere una faccia che sorride, in un altro, crollato a terra, Nicolò intravede le sembianze di un coccodrillo.

Non si tratta di opere d’arte realizzate dall’uomo, ma di vere e proprie sculture naturali che mi fanno un po’ sentire all’interno di un bosco magico alla Tolkien.

Dove non capisco quanto sia reale e quanto opera della mia fantasia.

Un passo dopo l’altro, con gli occhi estasiati, siamo arrivati nei pressi dell’area didattica. Una zona del bosco attrezzata con panchine e tavoli da pic-nic dove potrai fermarti per un pranzo o una merenda.

La Giraffa nel bosco di Castel D'Aiano

Da qui ti troverai davanti ad un bivio: il mio consiglio è per prima cosa di continuare ancora dritto per un breve tratto sul CAI 456; poi di ritornare fin qui e svoltare sul CAI 194b per proseguire con il percorso ad anello.

La deviazione dall’anello, proseguendo sul CAI 456, ti permetterà di raggiungere in breve il tronco chiamato la Giraffa e la roccia chiamata l’Urlo di Munch.

Il perché di questi nomi è facilmente intuibile: un alto e spoglio ramo di un gigantesco castagno secolare crollato si curva nel cielo ricordando il collo e il muso di una giraffa. Strano abitante per un bosco appenninico!

Poco più avanti, la recente pulizia del bosco dai rampicanti infestanti ha portato alla luce una bellissima roccia forata che ha lasciato davvero senza parole.

I fori che gli agenti atmosferici hanno realizzato nei millenni, infatti, sembrano ritrarre un volto che urla a bocca aperta, proprio come quello del celebre dipinto di Munch.

La somiglianza è quasi sconcertante!

L'urlo di Munch di Castel D'Aiano

Il sentiero CAI 194 e l’anello del Bosco delle Fate

Tornat* sui tuoi passi di nuovo fino all’area didattica, prendi il sentiero CAI 194b sulla sinistra. In breve ti troverai ad un nuovo bivio in cui ti consiglio di prendere la deviazione sulla sinistra.

Un percorso leggermente in salita ti condurrà ad altre due tappe della nostra Caccia al Tesoro: la Tana dell’Uomo Selvatico e il Picco del Falco.

La Tana dell’Uomo Selvatico è una cavità naturale che raggiunge i 54 metri di profondità. Ovviamente è visitabile solo con guida speleologica, ma è possibile arrivare fino all’ingresso ed eventualmente accedere alla prima camera profonda 10 m.

L’accesso a mio avviso è comunque sconsigliato ai bambini perché è molto ripido: grossi blocchi di pietra creano una sorta di scaletta di accesso, ma risalire potrebbe risultare difficoltoso.

Appena prima della grotta, una scalinata in terra e legno conduce al Picco del Falco: un bellissimo punto panoramico sulla vallata.

La Tana dell'Uomo Selvatico

Ritornat* al bivio, stavolta imbocca il sentiero CAI 194b che chiude l’anello. Questa parte di percorso è leggermente più impegnativa perché presenta una discesa ripida, ma accessibile anche ai bambini.

In breve raggiungerai forse l’attrazione più incredibile del Bosco: la Casa delle Fate.

Un’alta roccia strapiombante costellata da un fitto intreccio di buchi di diverse dimensioni. Che nell’immaginario collettivo sono diventate la tana di fate e gnomi del bosco.

Il luogo è davvero suggestivo ed impressionante. E ovviamente tante sono le leggende a riguardo.

Prenditi il tempo con i bambini d’immaginare chi potrebbe vivere in quelle tane. Racconta storie. Esplora i buchi più bassi.

Proseguendo sempre in discesa sullo stesso sentiero si arriva ad un altro ponticello che attraversa il torrente. Da qui, al bivio successivo, tieni la destra sul sentiero CAI 194a in leggera salita.

E in breve ti raccorderai al CAI 456 appena prima dell’area didattica. Per rientrare all’auto ripercorri un pezzo della strada dell’andata svoltando a sinistra.

Caccia al Tesoro nel Bosco delle Fate di Castel D'Aiano

Il Bosco delle Fate di Castel D’Aiano: ultimi consigli pratici

  • Il percorso è molto semplice ed è lungo circa 4 km. Noi abbiamo visitato il bosco in circa 2,5 ore considerando anche le pause di cui una merenda sulle panchine.
  • Il percorso è prevalentemente pianeggiante. Il dislivello si concentra sul sentiero CAI 194 (a/b) ed è di circa 150 m prima in discesa poi in salita. Questa parte non è accessibile con passeggino da trekking.
  • Il tratto in discesa per raggiungere la Casa delle Fate è a tratti ripido quindi sconsigliato dopo piogge abbondanti e in presenza di fango.
  • Lungo il percorso non ci sono punti ristoro. Il più vicino si trova in centro a Castel D’Aiano.

Il percorso è consigliato in ogni stagione. Noi lo abbiamo percorso ad inizio Primavera, quando il bosco sembrava davvero un tappeto di fiori.

Se ti interessa conoscere le specie di fiori spontanei che crescono nei boschi emiliani ad inizio Primavera, leggi qui.

Un altro periodo in cui il Bosco delle Fate merita sicuramente una visita è l’Autunno, quando i castagni secolari si riempiono di ricci e castagne e i colori del foliage lo renderanno ancora più magico.

Appennino Bolognese con bambini

Conoscevi il Bosco delle Fate di Castel D’Aiano? Sei mai stat* in un bosco incantato?

Se cerchi un’avventura nelle vicinanze, qui ti racconto della nostra esperienza alla Cascata di Labante. Se invece cerchi un altro bosco intriso di magia, leggi questo articolo sul sentiero per il Ponte del Diavolo.

Come ringraziamento, se ti va, lascia un commento all’articolo. Grazie.

Terry

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.