Oggi inaugura una nuova rubrica, dedicata agli Appunti di Natura: un modo semplice e adatto a tutti per imparare a conoscere meglio la Natura che ci circonda. In questo primo articolo ti racconterò dei primi fiori di Primavera.
Già dalla fine di Febbraio, infatti, nei boschi sono spuntate le prime fioriture spontanee. E proprio in queste settimane le radure sono ormai dei tappeti fioriti.
Alcuni se ne stanno proprio in bella vista a far sfoggio di loro stessi, altri, più timidi, vanno ricercati con occhi curiosi.
Questo articolo ti aiuterà a scoprire quali sono le prime fioriture primaverili, dove trovarle e come riconoscerle. Tutte le immagini dei fiori sono state scattate durante le mie passeggiate nei boschi.
Quindi prepara anche tu la macchina fotografica e parti alla scoperta!
1. Elleboro puzzolente

Completamente verde sia nel fusto che nel fiore, l’elleboro (Helleborus foetidus) spunta alto e slanciato tra le foglie secche del bosco già dal mese di Gennaio. Proprio per questo gli ellebori sono conosciuti anche come le Rose d’Inverno.
Individuarli è abbastanza semplice perché si innalzano eretti per 10-25 cm circa e hanno fiori pendenti in gruppi di tre, di una tonalità di verde leggermente più chiara del fusto.
Sono molto diffusi in ambiente collinare e montano, fino circa a 1000 m di altitudine. Amano diversi tipi di terreno, più o meno acido, e un ambiente in semi-ombra.
Ma non farti ingannare: l’elleboro, come la maggior parte delle Ranuncolacee, è altamente tossico in tutte le sue parti. Se ingerito in quantità può provocare delirio ed arresto cardiaco. Mentre se semplicemente toccato è comunque urticante.
2. Primula comune

Già nel nome (Primula vulgaris) ci ricorda essere uno dei primi fiori ad annunciare l’arrivo della Primavera. Fiorellini giallo chiaro, raggruppati in mazzetti, spuntano nei punti più assolati del bosco già da Febbraio.
Le primule si presentano come fiori a 5 petali a forma di cuore. Le foglie sono rugose e disposte a rosetta, come un radicchio. E proprio come le erbe di campo, se raccolte appena spuntate sono commestibili.
Il decotto dei fiori, invece, veniva usato per le sue proprietà calmanti, rilassanti e diuretiche. Anche se un suo uso eccessivo può provocare irritazioni cutanee.
Nei boschi è molto diffusa anche la Primula odorosa (Primula veris) che si presenta con un fusto più alto che termina con fiori raggruppati e leggermente pendenti di un colore giallo più intenso. Questa specie però fiorisce normalmente da Aprile.
3. Primi fiori di Primavera: Anemone Epatica

L’Hepatica nobilis è un altro fiore molto diffuso nei boschi appenninici ad inizio Primavera. Come le primule, l’epatica sbuca bassa tra le foglie del sottobosco in zone di semi-ombra. Il suo colore violetto richiama subito l’attenzione.
Nel Medioevo era chiamata Erba Trinità perché la forma trilobata delle sue foglie venne associata all’idea della Santa Trinità. E proprio per questo, le foglie di erba trinità erano spesso rappresentate come elemento decorativo negli affreschi di carattere religioso.
Il suo nome scientifico, invece, richiama le sue proprietà terapeutiche. L’infuso o la tintura di erba trinità, infatti, hanno importanti proprietà disintossicanti e depurative per il fegato.
Ma attenzione! Perché anche questa pianta è una Ranuncolacea velenosa. L’erba trinità perde la componente tossica solo dopo l’essicazione.
4. Anemone dei Boschi

Un’altra Ranuncolacea, ma dal colore bianco a volte sfumato di rosa nella parte sottostante del petalo.
Questo Anemone (Anemonoides nemorosa) è stato chiamato anche Fiore del Vento per i sue fragili corolle che ondeggiano ad ogni folata.
Una caratteristica di questo fiore è che al crepuscolo o all’iniziare della pioggia, si reclina verso il basso chiudendosi leggermente a protezione degli organi riproduttori.
Nella mitologia, Anemone era una ninfa che fu sedotta e abbandonata dal Dio Zefiro. Per questo oggi è considerato il fiore delle delusioni amorose.
La specie è tossica e foglie e stelo contengono una sostanza che può provocare ustioni anche al contatto.
5. Campanellini comuni

Una vera chicca tra i primi fiori di Primavera nel bosco sono i campanellini (Leucojum vernum). Li puoi trovare più facilmente in zone umide del bosco, ricche di humus. Io li ho trovati nascosti all’ombra di un tronco crollato marcescente.
La loro forma e il periodo comune di fioritura porta spesso a confonderli con i bucaneve, ma hanno una differenza molto peculiare e facilmente identificabile.
I campanellini hanno 6 petali bianchi tutti uguali tra loro, leggermente macchiati di verde alle estremità. I bucaneve, invece, hanno 3 petali più lunghi esterni e 3 più corti interni. In questo modo solo il campanellino risulta effettivamente chiuso a campana.
Anche questa specie è velenosa: se ingerita può causare vomito, capogiri o anche reazioni più gravi.
Esistono diverse specie di campanellini, tra cui le campanelle maggiori che fioriscono a tarda primavera – inizio estate e che sbocciano però solo nei luoghi a clima mite.
6. Tossilaggine

La tossilaggine (Tussilago farfara) è molto diffusa, non solo nei boschi, ma anche sui prati coltivati, lungo le sponde dei torrenti o sulle pietraie fino a quote elevate (oltre i 2000 m).
I suoi fiori giallo carico e la sua forma ricordano a tratti le margherite e a tratti il tarassaco. Anche il suo frutto è setoso e biancastro come i soffioni.
Il suo nome deriva dalle sue proprietà espettoranti ed antinfiammatorie. La tossilaggine, infatti, veniva usata come rimedio naturale contro tosse e crisi asmatiche.
7. Polmonaria

Un’altra specie nota per le sue proprietà curative è Pulmonaria officinalis, della famiglia delle Boraginacee.
Il nome deriva dai polmoni a causa delle macchie bianche sulle sue foglie che ne ricordano gli alveoli. Effettivamente la pianta può essere usata a scopi terapeutici contro tosse in quanto ha proprietà emollienti.
Un aspetto curioso è che il fiore cambia colore dopo l’impollinazione. I fiori si presentano inizialmente rosa; una volta che il nettare è stato prelevato il fiore vira al violetto a causa di un cambio di Ph da acido ad alcalino.
Le foglie giovani raccolte in estate dopo la fioritura vengono usate per ripieni o frittate. Mentre i fiori sono ottimi per le tisane.
8. Scilla del bosco

La scilla del bosco (Scilla bifolia) è un piccolo fiore blu che ama gli ambienti umidi e freschi. Anche questa specie è da ritenersi velenosa.
Il suo nome deriva dal numero di foglie: due, disposte ai lati dell’unico fusto, lo abbracciano quasi fino a metà. Ogni fusto, poi, può portare più fiori.
In antichità la pianta era considerata un rimedio contro il morso dei serpenti e un buon auspicio contro il malocchio. E per questo veniva appesa davanti alle porte delle abitazioni.
Ecco qui la lista di alcuni dei primi fiori di primavera nel bosco. Ne conosci altri?
Per concludere, vorrei lasciare un’importante osservazione. Ricordati che i fiori sono esseri viventi belli e speciali e che il loro posto sono i prati e i boschi.
Resisti alla tentazione di strapparli e sradicarli dalla loro casa naturale. Quando passeggi in Natura limitati ad essere osservatore e porta rispetto per le specie animali e vegetali che la vivono. Grazie.
Se vuoi scoprire di più sulle fioriture, ti consiglio questa lettura: Riconoscere i fiori spontanei d’Italia e d’Europa. Se invece cerchi una passeggiata nel bosco dove vederle dal vivo, leggi del Bosco delle Fate di Castel D’Aiano.
Buona esplorazione in Natura!
Terry







Leave a reply