Sono circa 280 le specie di farfalle diurne comuni in Italia. Oggi te ne racconterò 5: le mie preferite e per me le più facili da incontrare.
L’identificazione delle farfalle non è per niente semplice: intanto sono animali molto sfuggenti ed è difficile riuscire ad avvicinarsi abbastanza per poterle osservare da vicino per lungo tempo.
In più, alcune specie sono molto simili tra loro e altre presentano dimorfismo sessuale. Cioè l’esemplare maschio e quello femmina sono diversi tra loro, così che ad un occhio inesperto può sembrare di osservare due specie diverse.
Per questo ho scelto di raccontare di sole 5 specie, molto diverse tra loro, senza scendere troppo in dettagli tecnici e scientifici.
Le farfalle più comuni in Italia: biologia
Le farfalle, insieme alle falene notturne, appartengono all’ordine dei Lepidotteri e fanno parte del vasto mondo degli Insetti impollinatori.
Quegli insetti, cioè, che permettono la riproduzione di oltre il 75% delle piante, trasportando il polline di fiore in fiore e permettendo lo sviluppo di frutti e semi.
Come tutti gli insetti, le farfalle hanno il corpo diviso in tre sezioni: la testa, il torace e l’addome. Sono provviste di sei zampe, quattro ali e due antenne.
Le ali delle farfalle hanno la particolarità di essere ricoperte di squame: sono proprio i pigmenti contenuti al loro interno che donano le variopinte colorazioni.
Un’altra particolarità delle farfalle sono le loro lingue: si tratta di una vera e propria proboscide arrotolata che viene usata per succhiare il nettare dei fiori e quindi alimentarsi.
Le farfalle sono insetti a metamorfosi completa, con un ciclo vitale composto da uovo, bruco, pupa (o crisalide) e adulto.
I bruchi sono esemplari giovani dalla forma cilindrica e allungata. Si nutrono di foglie e possono avere o colori perfettamente mimetici o colori molto sgargianti che sottolineano la loro tossicità.
Le farfalle infine, sono animali bioindicatori, cioè risentono fortemente dei cambiamenti climatici che influenzano aspetti della loro vita come la loro diffusione e sopravvivenza.

1. Farfalla Macaone
La farfalla Macaone (Papilio machaon) è una delle più grandi e vistose. Ha un’apertura alare di circa 8 cm, ali gialle con venature nere e macchie blu e rosse.
I suoi bruchi nascono bianchi e neri per assomigliare ad escrementi di uccello ed essere quindi considerati poco appetibili. Poi crescendo acquisiscono un bellissimo colore verde maculato nero e arancione per confondersi con la vegetazione.
I bruchi si nutrono principalmente di foglie di carota e finocchio e se si sentono minacciati producono un odore forte e pungente come difesa.
Le farfalle maschio sono molto territoriali e volano agilmente sul loro territorio per difenderlo dai concorrenti.
Il Macaone esce dalla crisalide ad inizio Primavera ed è più facile incontrarlo nelle zone di campagna e collina fino all’Autunno inoltrato.

2. Farfalla Vanessa
Le farfalle Vanessa sono un genere molto diffuso. Le più comuni sono la Vanessa dell’ortica e la Vanessa del cardo, molto simili tra loro (Vanessa atalanta e Vanessa cardui).
Si tratta di farfalle medio grandi, con apertura alare di circa 5 cm dal colore marrone con striature arancioni, nere e bianche.
Come spiega il nome, i loro bruchi si nutrono principalmente di due erbe e hanno un colore nero.
La particolarità di queste farfalle è che sono specie migratorie a staffetta: sono in grado di compiere migrazioni molto lunghe, ma all’interno di più generazioni. Le neonate proseguono il viaggio delle genitrici.
Un’altra caratteristica è la loro capacità di ibernazione invernale: sono in grado di entrare in uno stato di letargo solo nelle giornate invernali più fredde e di svegliarsi in quelle più calde.

3. Farfalla Galatea
La Galatea (Melanargia galathea) è una delle farfalle più comuni e a maggiore distribuzione in Italia.
La sua colorazione è a chiazze bianco, bruno-grigio e nero e la sua apertura alare è tra i 4-6 cm.
Gli adulti depongono le uovo in volo che cadono casualmente sui fili d’erba. I bruchi nati vanno immediatamente in ibernazione fino alla Primavera.
In questa stagione iniziano a nutrirsi principalmente di graminacee. Hanno un colore verde giallo con linee longitudinali più chiare o più scure.
Anche se non si direbbe, il colore alternato bianco e nero è molto mimetico e la protegge dai predatori.

4. Farfalla Pafia
La Pafia o Tabacco di Spagna (Argynnis paphia) è facilmente riconoscibile per le sue ali arancioni maculate e striate di nero. Ha un’apertura alare che va dai 5 ai 7 cm.
Il bruco della Pafia è peloso e scuro e si nutre esclusivamente di violette selvatiche.
La farfalla ha un volo potente e veloce e una diffusione soprattutto in fascia di pianura, collina e bassa montagna preferendo margini di bosco e roveti.
Le striature nere delle ali del maschio di Pafia hanno la capacità di produrre particolari ferormoni che attraggono le femmine per la riproduzione.

5. Farfalla Icaro
La più piccola delle farfalle comuni presenti in Italia e descritte in questo articolo, Icaro (Polyommatus icarus) ha un’apertura alare tra i 2-4 cm.
Le sue ali presentano dimorfismo sessuale: le ali dei maschi sono di un acceso blu-violetto, mentre quelle delle femmine sono marroni con sfumature blu.
È una farfalla ampiamente diffusa nei prati di pianura, collina e montagna.
I suoi bruchi si nutrono di leguminose, come ginestra o trifoglio. E spesso sono accuditi dalle formiche che portano anche le pupe all’interno dei formicai.

Questo non è che un brevissimo riassunto della varietà di farfalle presenti in Italia.
Se vuoi approfondire sull’argomento farfalle ti consiglio Guida alle farfalle d’Europa, Ricca Editore. Mentre se cerchi un’App affidabile per il riconoscimento degli insetti, ti consiglio I-Naturalist.
Se vuoi approfondire altri temi naturalistici della stagione primaverile, in questo articolo ti parlo di come riconoscere le orchidee spontanee e in questo delle diverse specie di avifauna in Italia.
Buone osservazioni!
Terry







Leave a reply