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Orchidee spontanee in Emilia Romagna

ORCHIDEE SPONTANEE IN EMILIA ROMAGNA: IMPARIAMO A RICONOSCERLE

Simbolo indiscusso della Primavera inoltrata sono le Orchidee spontanee che popolano i prati e i boschi dell’Emilia Romagna.

Coloratissime, dalle molteplici forme e specie, le orchidee selvatiche sono tra la mia tipologia preferita di fiori spontanei.

In questo articolo ti proporrò una breve carrellata sulle 10 specie più comuni e diffuse in Emilia Romagna per aiutarti a riconoscerle durante le tue escursioni di Primavera.

Orchidee spontanee in Emilia Romagna

Sono circa 200 le specie di orchidee spontanee presenti in Italia, 50 delle quali nel territorio dell’Emilia Romagna.

E rappresentano uno dei tanti esempi della notevole biodiversità della nostra penisola e una ricchezza che ci ricorda l’importanza di preservare e aver cura dell’ambiente naturale in cui viviamo.

Proprio per valorizzare la loro importanza, su tutto il territorio italiano (non solo all’interno di parchi o riserve) le orchidee sono considerate specie protetta ed è assolutamente vietata la loro raccolta, il disturbo o la contaminazione dell’habitat in cui vivono.

Le diverse Orchidee spontanee in Emilia Romagna

Le orchidee selvatiche sono una delle famiglie di fiori più differenti tra loro sia nelle dimensioni che nella forma e nella colorazione dei fiori. Per questo la loro osservazione risulta così affascinante e ogni volta sorprendente.

La particolarità e la spettacolarità delle orchidee selvatiche deriva dal fatto che non si tratta di singoli fiori, ma di un’infiorescenza.

Ogni singola pianta ospita sullo stesso stelo un numero di fiori variabile in base alla specie (da 2-3 fiori fino a 50-60 nelle più dense). La fioritura avviene generalmente da aprile a giugno.

L’infiorescenza è formata da 3 sepali più esterni che racchiudono i 3 petali centrali. Il petalo inferiore, unito ad uno stame, forma il labello che ha una forma caratteristica in ogni specie di orchidea.

Il labello è la pista di atterraggio degli impollinatori, l’unico metodo di riproduzione di questo fiore. Per questo motivo, è la parte più appariscente.

Parti dell'orchidea

1. Anacamptis morio

Il giglio caprino o orchide minore è tra le orchidee selvatiche più diffuse in Emilia Romagna.

Presenta una colorazione di diverse tonalità violacee che vanno dal viola intenso e scuro al lilla. Il labello è bianco puntinato di viola.

Una delle orchidee più piccole: può essere alta dai 10 ai 40 cm. Ama i prati soleggiati e i terreni leggermente acidi.

Giglio caprino: orchidea spontanea

2. Orchis purpurea

L’Orchide maggiore o purpurea è anch’essa molto diffusa in Emilia Romagna e in tutta Italia. Ed è sicuramente quella con l’infiorescenza più grande che può arrivare fino a 60 fiori sullo stesso stelo.

Ha una colorazione purpurea con il labello trilobato bianco puntinato di purpureo. La sua forma è ovale con le infiorescenze molto dense e compatte.

La pianta è alta dai 30 agli 80 cm. Ama i querceti, le scarpate e i terreni calcarei sia a sole pieno che a mezz’ombra.

Orchide maggiore

3. Anacamptis pyramidalis

L’Orchidea piramidale deve il suo nome alla particolare forma dell’infiorescenza. Molto simile all’Orchide maggiore per densità, si differenzia per la sommità appuntita.

Il suo colore va dal rosa pallido al porpora e il labello trilobato questa volta non è puntinato.

Anche questa orchidea ha una dimensione abbastanza grande, con un’altezza variabile tra i 20 e i 60 cm. Ama le praterie soleggiate con terreni calcarei e asciutti.

Orchidea piramidale

4. Orchis simia

L’Orchidea scimmia deve il suo nome alla forma particolarissima del fiore. Ed è sicuramente la mia preferita.

I sepali infatti formano una specie di casco tondeggiante nella parte superiore. I 3 petali invece assomigliano ad una forma antropomorfa con braccia, corpo e gambe!

Il fiore è bianco striato porpora o rosato. E al contrario della maggior parte delle altre specie, si apre partendo dai fiori sommitali per scendere fino ai basali.

L’altezza della pianta è medio grande (20-45 cm). Ama i boschi radi o le praterie su terreni calcarei e asciutti.

Orchidea scimmia

5. Anacamptis coriophora

Il nome Orchidea cimicina si riferisce all’odore sgradevole del fiore che ricorda quello delle cimici.

Di colore bianco a chiazze purpuree con striature verdognole, ha petali e sepali raggruppati in casco sommitale. Il labello invece è molto sviluppato in lunghezza. L’infiorescenza nell’insieme è abbastanza densa.

Il fusto della pianta è alto dai 10 ai 40 cm. La cimicina cresce nei prati, nei cespuglieti e negli uliveti, ma non è molto diffusa.

Orchidea cimicina

6. Ophyis sphegodes

L’Ofride verde-bruna è un’orchidea diffusa soprattutto in pianura e nella fascia collinare.

L’infiorescenza presenta pochi fiori (2-6). Il labello è bruno e molto particolare perché ricorda il ventre di un insetto, mentre sepali e petali sono di colore verde giallognolo.

L’altezza del fusto varia da 20 a 40 cm. Ama i prati aridi e gli incolti.

Orchidee spontanee diffuse in Emilia Romagna

7. Ophrys bertolonii

L’Ofride di Bertoloni deve il suo nome al medico, botanico e naturalista ottocentesco che dedicò la sua vita allo studio delle piante.

Anche questa orchidea presenta un’infiorescenza minuta. Nel fiore la parte più appariscente è ancora una volta il labello che risulta scuro e peloso, mentre petali e sepali rosati sono allungati e concavi.

Anche l’Ofride di Bertoloni predilige terreni asciutti e sassosi di pianura e collina. Il suo fusto è altrettanto piccolo: dai 15 ai 25 cm di altezza.

8. Serapias vomeracea

La Serapide maggiore deve il suo nome latino alla forma del suo labello che ricorda il vomere dell’aratro.

Ha un’infiorescenza allungata con fiori scarsi e distanziati. Petali e sepali hanno forma lanceolata. Tutto il fiore ha un colore violaceo vinoso.

Predilige prati assolati e margini di sentieri o ambienti cespugliosi. Ha un’altezza variabile dai 20 ai 60 cm.

Serapide maggiore

9. Himantoglossum adriaticum

Il Barbone adriatico deve il suo nome latino alla forma del suo labello che ricorda una lunga lingua. Si tratta dell’orchidea più grande e può raggiungere fino al metro di altezza.

L’infiorescenza è abbastanza densa, formata da fiori piccoli di colore bianco e purpureo con un labello sottile e molto allungato.

Oltre ai prati ama anche arbusteti e boschi soleggiati.

Barbone adriatico

10. Neottia nidus-avis

Il Nido d’uccello è il nome dell’ultima orchidea spontanea dell’Emilia Romagna di cui parliamo oggi. E deve il suo nome alla forma delle sue radici.

La particolarità di questa orchidea, che la rende unica nel suo genere, è quella di essere priva di clorofilla. Pertanto non ricava i nutrimenti dalla fotosintesi, ma vivendo in simbiosi con un fungo.

L’infiorescenza è densa e fitta e di colore bruno dorato. Ha un’altezza tra i 15 e i 40 cm e una diffusione nelle zone fresche e umide dei boschi.

Orchidea Nido d'uccello

Ora non ti resta che partire in escursione alla ricerca di queste bellissime fioriture primaverili.

Ti raccomando di portare grandissimo rispetto a queste specie, come a qualsiasi specie vegetale che incontri durante le tue passeggiate. E se dovessi avere la fortuna d’incontrarle, ricorda che è assolutamente vietata la loro raccolta.

Un’escursione molto adatta alla ricerca di orchidee spontanee è quella sui calanchi policromi di Baiso, di cui ti ho parlato in questo articolo.

E se invece sei alla ricerca di altra meta nell’Appennino Emiliano, ti consiglio Trekking in Appennino Emiliano per Famiglie. La mia Guida Digitale che racchiude ben 15 itinerari semplici in Natura con bambiniPer sapere di più sulla guida e su come averla, leggi qui.

Buone escursioni di Primavera!

Terry

Terry

Guida Ambientale Escursionistica, Blogger e Mamma. Vieni con Me all'Avventura!
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