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Trekking per famiglie nell'alta valle del Tresinaro

DUE FACILI TREKKING PER FAMIGLIE NELL’ALTA VALLE DEL TRESINARO

I due trekking per famiglie di cui ti parlerò oggi si trovano nei comuni di Viano e Baiso, nell’alta valle del Tresinaro. Questo torrente reggiano del versante orientale si estende dalla sua sorgente a Carpineti, lungo tutta la collina, fino alla sua confluenza in Secchia a Rubiera.

Durante queste semplici passeggiate avrai modo di scoprire due emergenze geologiche quasi uniche nel loro genere: i calanchi policromi e i vulcanetti di fango.

E uno di questi percorsi ti permetterà di raggiungere la ricostruzione a grandezza naturale di uno dei rettili marini che hanno abitato i mari antichi: il Mosasauro.

Recentemente questi due trekking nella valle del Tresinaro hanno fatto parte di un Blog Tour organizzato da Giovanna Emiliana per Passione, col supporto delle amministrazioni di Viano e Baiso, proprio per promuovere le meraviglie del territorio.

Prepara lo zaino e seguimi alla scoperta!

1. I calanchi policromi di Casale e il Mosasauro

I dintorni di Baiso sono costellati da numerose ex-cave in cui durante la seconda metà del Novecento veniva estratta l’argilla per l’industria ceramica.

Una di queste aree è stata trasformata in percorso naturalistico: un facile trekking ti permetterà di osservare le particolarissime argille policrome e di raggiungere l’area didattica dove incontrerai la ricostruzione del Mosasauro.

DATI TECNICI

  • Punto di partenza: Casale, bordo strada superato il borgo | Baiso (RE)
  • Tappe intermedie: Area didattica del Mosasauro
  • Sentieri: CAI 632A, 632B
  • Lunghezza: 4 km circa (anello)
  • Dislivello: +/- 250 m; (da Ponte Giorgella possibilità di percorso senza dislivello rilevante)
  • Tempo di percorrenza: 2 h (soste escluse)
  • Punti ristoro: a Baiso
  • Passeggino da trekking: no
  • Difficoltà: medio
  • Note tecniche: il percorso di andata in discesa non presenta particolari difficoltà. Il percorso di ritorno è meno battuto e può presentare tratti di erba alta. La salita è a tratti molto ripida e soleggiata. Può risultare più consono percorrere lo stesso sentiero dell’andata.
  • Periodo migliore: primavera. Da evitare assolutamente nelle calde giornate estive e dopo piogge abbondanti
Trekking al mosasauro di Baiso

Cosa sono i calanchi policromi?

Un paesaggio variopinto è quello che caratterizza le argille policrome. Si tratta di antichissimi depositi di un mare abissale profondo di circa 250 milioni di anni fa. L’alternanza di strati rossi e neri è una conseguenza dell’abbondante concentrazione di sali di Ferro e Manganese.

Superato il borgo di Casale di Baiso, lascia l’auto a bordo strada nel piccolo parcheggio segnato come Anello di Ca’ Vai. Qui avrai modo di ammirare dall’alto il paesaggio dei calanchi.

I calanchi sono una conformazione naturale che nasce dal dilavamento dell’argilla da parte delle acque meteoriche. La forza dell’acqua forma un’alternanza di solchi e creste molto ripidi, in continua trasformazione e davvero molto scenografici.

Immers* in questo paesaggio, con il profilo del monte Valestra e del Cimone in lontananza, ha inizio il nostro trekking.

I calanchi policromi di Baiso

L’anello di Ca’ Vai da Casale al Mosasauro

Davanti al pannello informativo del percorso, segui il sentiero CAI 632A direzione Ca’ Vai che ti trovi sulla sinistra e che inizia come strada asfaltata. Dopo breve troverai l’indicazione dell’inizio del sentiero sterrato di nuovo sulla sinistra.

Il percorso di andata è tutto in discesa e attraversa il paesaggio asciutto e brullo dei calanchi che in Primavera si colora dei fiori gialli delle ginestre e delle variopinte orchidee selvatiche (assolutamente vietato raccoglierle! Sono specie protette!).

A ristorare il tuo cammino dal sole ci penseranno le macchie di bosco misto di quercia tipico di questa altitudine.

Non perdere l’occasione di fermarti al punto panoramico sulla cava abbandonata, dove interessanti pannelli informativi ti racconteranno del passato lontano del mare Tetide e di come si sono depositate le argille.

A metà percorso incontrerai i resti della piccola borgata di Ca’ Vai: due case rurali e l’edificio diroccato di una stalla con fienile.

Il percorso di andata è lungo circa 2 km e raggiunge la base di una seconda cava, nelle vicinanze del rio Giorgella. Qui tieni la destra e prosegui ancora 200 m fino all’area didattica.

Alta valle del Tresinaro: trekking per famiglie

Il Mosasauro: rettile gigante di un mare antico

Una volta raggiunta l’area didattica ti troverai di fronte alla gigantesca riproduzione del Mosasauro. Il resto fossile di un rostro (la parte terminale della bocca) è stato ritrovato nell’800 a circa 5 km di distanza da qui.

I Mosasauri erano giganteschi rettili marini che vivevano nell’antico mare circa 66 milioni di anni fa. Erano predatori feroci, con fauci appuntite e lingua biforcuta. Si pensa siano gli antenati di serpenti e varani.

Si tratta di animali che avevano abbandonato la vita sulla terraferma per prediligere l’acqua: le loro zampe si sono per questo trasformate in pinne e il loro corpo ha assunto un assetto idrodinamico.

Avendo però ancora i polmoni, necessitavano di risalire in superficie per respirare. Proprio come gli odierni cetacei.

Per il rientro puoi scegliere di proseguire sul sentiero CAI 632B direzione Pietra Cava oppure di riprendere la strada dell’andata. In ogni caso si tratterà di un percorso completamente in salita, leggermente più dolce sul 632A, più decisa e avventurosa sul 632B.

Una variante con i più piccoli, che evita tutto il dislivello, è di scendere in auto fino a Ponte Giorgella e di prendere la vecchia strada che conduceva alla cava. Il percorso sarà comunque di circa 4 km ma senza la pendenza del percorso ad anello da Casale.

Se ti trovi in zona e vuoi scoprire altre meraviglie artistiche e culinarie in zona, leggi l’articolo di Giovanna sul suo blog.

Baiso e il mosasauro

2. Le salse di Regnano e Casola di Querciola

Nel comune di Viano troverai il secondo trekking per famiglie della valle del Tresinaro. Si tratta di un fenomeno abbastanza raro che in Italia troviamo solo in Emilia Romagna e in Sicilia: quello dei vulcani di fango.

Nella nostra regione sono 6 i geositi dove puoi ammirare questo particolare fenomeno e si trovano tutti nelle province di Reggio Emilia e Modena. Il più spettacolare e conosciuto è la Riserva Naturale delle salse di Nirano, di cui ti ho già raccontato in questo articolo.

DATI TECNICI

  • Punto di partenza: Regnano, di fronte al ristorante Il Vulcanetto | Viano (RE)
  • Tappe intermedie: Salsa di Regnano, Salse di Casola
  • Sentieri: SVF1
  • Lunghezza: 4 km circa (andata e ritorno)
  • Dislivello: +/- 100 m
  • Tempo di percorrenza: 2 h (soste escluse)
  • Punti ristoro: alla partenza
  • Passeggino da trekking: sì
  • Difficoltà: facile
  • Note tecniche: il percorso si snoda principalmente su strada asfaltata di piccole dimensioni. Solo la parte centrale attraversa i campi: qui dopo piogge abbondanti potrebbe esserci fango.
  • Periodo migliore: primavera. Da evitare assolutamente nelle calde giornate estive
Vulcanetti di fango nel comune di Viano

Cosa sono i vulcanetti di fango?

I vulcanetti di fango sono un fenomeno di vulcanesimo sedimentario: ciò che fuoriesce dal conetto, infatti, non è lava ma un misto di acqua, argilla e idrocarburi.

Questa miscela magica e salata è il risultato di un processo che è iniziato circa 25 milioni di anni fa quando al posto della Pianura Padana si estendeva un mare poco profondo.

Parte delle sue acque sono rimaste ora intrappolate nel sottosuolo e fuoriescono in superficie mescolate all’argilla che attraversano durante la risalita.

Se la fuoriuscita di fango è più abbondante dell’azione dell’acqua piovana, il cono vulcanico si innalzerà, raggiungendo anche altezze vertiginose. Questo è ciò che succede a Nirano.

Se l’attività eruttiva invece è più scarsa, allora il cono tenderà ad essere più schiacciato a terra e a collassare con l’effetto del dilavamento della pioggia. È ciò che succede alla Salsa di Regnano, punto di partenza della nostra escursione.

Salsa di Casola di Querciola

Dalla Salsa di Regnano a quella di Casola

Parcheggiata l’auto in centro a Regnano, raggiungere la sua salsa è davvero molto semplice.

Il vulcanetto di Regnano è estremamente largo di circonferenza: questo ci dimostra la sua grande attività nel passato, testimoniata anche dalle fonti scritte di ‘700 e ‘800 che raccontano di fenomeni eruttivi esplosivi.

L’attività attuale è molto più scarsa e per questo il cono sta lentamente collassando. In alcune giornate però è ancora possibile vedere un rivolo fangoso fuoriuscire dalle bocche secondarie.

Attenzione: è vietato entrare nell’area della salsa per preservare la sua conservazione.

Salse di Regnano

Per raggiungere la salsa di Casola, segui le indicazioni per Sentiero dei Vulcani di Fango. Percorri un tratto della provinciale, direzione Ca’ Bertacchi e al polo scolastico prendi la strada asfaltata sulla sinistra.

Brevemente raggiungerai il borgo medievale di Cortevedola, un antica stazione di posta. Si tratta degli antichi autogrill: il luogo dove si poteva fare tappa sui percorsi viari principali e fare il cambio dei cavalli.

Dopo circa 300 m il percorso abbandona l’asfalto e prosegue sulla sinistra nei campi. Qui potrai ammirare un favoloso panorama 360°:

di fronte a te, direzione Nord, la pianura: puoi riconoscere Reggio Emilia e i ponti di Calatrava e sul lato destro la torretta belvedere del Cavazzone. Nelle giornate terse potrai riconoscere le Prealpi veronesi.

dietro di te, direzione Sud, gli Appennini: il Monte Duro, il castello di Sarzano e in lontananza la sagoma del Cusna.

Di ritorno su asfalto in breve avrai raggiunto la salsa di Casola.

Alta valle del Tresinaro: trekking per tutti

Vulcani e polle

La salsa di Casola è una piccola perla. Una specie di Italia in miniatura.

Durante il suo percorso su passerella, infatti, potrai comprendere a pieno il fenomeno dei vulcani ammirando il suo piccolo conetto. Le sue dimensioni ridotte ci permettono di osservare da vicino il ribollire dell’acqua dentro al cono e la fuoriuscita fangosa.

Alle spalle della passerella, invece, due staccionate racchiudono l’area delle polle: si tratta sempre di punti di fuoriuscita del mare fossile, dove però la quantità di acqua è maggiore di quella di fango. Questo crea pozzanghere torbide che ribollono per la fuoriuscita dei gas.

Da Casola il rientro avviene sulla stessa strada dell’andata. Per accorciare il percorso con i bambini è possibile spostarsi in auto fino al polo scolastico, evitando così anche di percorrere il tratto di strada provinciale. Oppure la salsa di Casola è raggiungibile anche in auto.

Trekking alle salse di Regnano e Casola

Ora non ti resta che metterti in cammino alla scoperta dei trekking geologici della valle del Tresinaro.

Se vuoi partecipare ad una delle mie escursioni guidate per famiglie, controlla nella pagina delle Prossime Escursioni.

E se invece sei alla ricerca di altra meta nell’Appennino Emiliano, ti consiglio Trekking in Appennino Emiliano per Famiglie. La mia Guida Digitale che racchiude ben 15 itinerari semplici in Natura con bambini. Per sapere di più sulla guida e su come averla, leggi qui.

Se invece vuoi scoprire tutte le tappe di questo Blog Tour, leggi l’articolo di Libera, una delle blogger ospiti, sul suo sito Liberamente Traveller.

Buon Cammino!

Terry

Terry

Guida Ambientale Escursionistica, Blogger e Mamma. Vieni con Me all'Avventura!
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