C’è un luogo nelle prime colline reggiane davvero misterioso. Intriso di Natura, Storia e Geologia. Sto parlando dell’Anello di Ca’ del Vento.
Questo percorso circolare di circa 16 km si snoda attorno ai Gessi Messiniani Reggiani. Una tipologia di roccia che grazie alle sue caratteristiche crea un paesaggio fatto di grotte, doline ed inghiottitoi.
Insomma un complesso mondo sotterraneo affascinante e misterioso.
In questa nostra prima escursione, non abbiamo completato l’Anello di Ca’ del Vento, ma ci siamo limitati a compiere l’Anellino. Un percorso circolare breve che gira attorno al luogo più famoso di questa zona: la Tana della Mussina.
Pront* a scoprire questa nuova Avventura?
La Tana della Mussina: dati tecnici
- Punto di partenza: Borzano | Albinea (RE)
- Tappa intermedia: Tana della Mussina
- Sentieri: CAI 614, 614b
- Lunghezza: 5 km circa (anello)
- Dislivello: +/- 150 m
- Tempo di percorrenza: 1 h 30′ (soste escluse)
- Punti ristoro: in centro a Borzano
- Passeggino da trekking: no
- Difficoltà: facile
- Note tecniche: la deviazione per la Tana della Mussina (CAI614b) è un sentiero in ripida discesa. Alcuni tratti sono facilitati dalla presenza di funi. Percorrerlo in senso opposto di marcia può essere molto faticoso. Il percorso è sconsigliato dopo piogge abbondanti.
- Periodo migliore: tutto l’anno

L’anello breve attorno alla Tana della Mussina
Il percorso ad anello di Ca’ del Vento inizia dopo il borgo di Borzano, sulle prime colline reggiane.
Se sarai fortunat* a trovare posteggio, puoi lasciare l’auto a bordo strada all’incrocio tra via Chierici e via Franchetti. E seguire le indicazioni CAI 614, imboccando il percorso da via Franchetti.
Procedi inizialmente su strada asfaltata in leggera salita. Durante la nostra escursione la giornata è tersa e molto soleggiata e il panorama già da subito spazia su tutta la pianura:
riconosciamo i ponti di Calatrava della Mediopadana di Reggio Emilia e la Torre Ghirlandina nel centro di Modena.
La strada dopo qualche curva diventa sterrata, ma continua ad essere percorsa da rarissime ma fastidiose auto.
Il mio consiglio è di scendere nel campo di sinistra, dove troverai le tracce di un sentiero, a tratti anche più ombreggiato, che ti permetterà di camminare indisturbat*.

In lontananza appare la rupe del Castello di Borzano, sotto la quale si apre la misteriosa grotta della Mussina.
Dopo circa 2 km, abbandona la strada principale e segui un sentiero in ripida discesa sulla sinistra (CAI 614b). Questa è la parte un po’ più difficile del percorso, ma una fune di sicurezza ti aiuterà a non scivolare.
Seguendo questo percorso ti immergerai nel folto del bosco che ha un aspetto quasi fatato. Con un leggero sali e scendi in breve raggiungerai i piedi della rupe, sotto la quale si apre la grande cavità naturale della grotta.
La temperatura cala già in prossimità dell’apertura, facendoti immaginare le profondità che la caverna può raggiungere. E mettendo dentro la testa nel buio della camera d’ingresso, un frusciare d’ali di pipistrello ti darà il benvenuto.

Tornat* sul sentiero, che ora è stretto e in discesa, tra rovi ed ortiche preparati a chiudere l’anello.
Questa parte del percorso risulta più ombreggiata e fresca e di facile percorrenza. Tenendo gli occhi ben aperti e muovendoti silenziosamente, il bosco ti regalerà un assaggio dei suoi abitanti:
un piccolo scoiattolo dal codone rosso che scatta tra i rami e un gruppo di caprioli in lontananza che zampetta in mezzo ai campi.
Raggiunto il torrente, tieni la sinistra e in breve la strada torna ad essere asfaltata e ti riporta al punto di partenza.

I Gessi Reggiani e la storia della Tana della Mussina
I gessi sono rocce calcaree composte da solfato di calcio. Mentre camminerai lungo l’anello di Ca’ del Vento li riconoscerai per il loro aspetto trasparente e luccicante.
Qua e là nel bosco troverai grandi massi di gesso e, in alcuni punti sui prati, il sentiero stesso brillerà sotto i raggi del sole per la presenza di sassolini gessosi.
Una caratteristica di questa roccia è la sua grande solubilità: a contatto con l’acqua è soggetta al fenomeno della corrosione che porta alla formazione di grotte, passaggi, doline ed inghiottitoi.

La Tana della Mussina è proprio la conseguenza di questo fenomeno: dalla camera d’ingresso, attraverso una serie di cuniculi, si arriva a camere interne abitate dai pipistrelli e dov’è possibile ammirare da vicino le conformazioni gessose.
La visita alla Tana della Mussina può avvenire però solo se accompagnati da guida speleologica. Per informazioni qui trovi il link al sito del gruppo Speleologico Reggiano.
Un’ultima particolarità di questa grotta è che nel 1871, l’archeologo Gaetano Chierici ritrovò al suo interno un’area sepolcrale dell’età del rame composta dalle tombe di 18 individui.

Anello di Ca’ del Vento: ultimi consigli
- La prima parte del percorso che si snoda in mezzo ai campi può risultare molto soleggiata e calda. Non dimenticare di attrezzarti con cappellini, protezione solare e acqua.
- La seconda parte nel bosco, invece, risulta molto ombreggiata e fresca, ma le ripide discese richiedono attenzione e scarpe adatte.
- L’accesso alla grotta senza un accompagnatore speleologo è sconsigliato. Oltre ad essere pericoloso, si rischia di disturbare i pipistrelli che vivono al suo interno.
- Proprio sopra alla grotta, è possibile osservare i resti del Castello Medievale di Borzano: anche in questo caso è sconsigliato avvicinarsi causa pericoli di crollo.

Anche tu sei affascinat* dalle grotte? Se vuoi conoscere altre grotte emiliane che abbiamo visitato, leggi delle Grotte di Labante nell’Appennino Bolognese e del Monte Valestra nell’Appennino Reggiano.
Se invece sei alla ricerca di Avventure nell’Appennino Emiliano, ti consiglio Trekking in Appennino Emiliano per Famiglie. La mia Guida Digitale che racchiude ben 15 semplici itinerari in Natura con i bambini. Per sapere di più sulla guida e su come averla, leggi qui.
Buon Cammino!
Terry







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