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anello di ca' del vento

L’ANELLO DI CA’ DEL VENTO E LA TANA DELLA MUSSINA

C’è un luogo nelle prime colline reggiane davvero misterioso. Intriso di Natura, Storia e Geologia. Sto parlando dell’Anello di Ca’ del Vento.

Questo percorso circolare di circa 16 km si snoda attorno ai Gessi Messiniani Reggiani. Una tipologia di roccia che grazie alle sue caratteristiche crea un paesaggio fatto di grotte, doline ed inghiottitoi.

Insomma un complesso mondo sotterraneo affascinante e misterioso.

In questa nostra prima escursione, non abbiamo completato l’Anello di Ca’ del Vento, ma ci siamo limitati a compiere l’Anellino. Un percorso circolare breve che gira attorno al luogo più famoso di questa zona: la Tana della Mussina.

Pronti a scoprire questa nuova Avventura?

Anello di Ca’ del Vento: come arrivare

Il percorso ad anello di Ca’ del Vento inizia dopo il borgo di Borzano, sulle prime colline reggiane.

Lasciamo l’auto a bordo strada all’incrocio tra via Chierici e via Franchetti. Da qui in poi proseguiremo a piedi, seguendo le indicazioni CAI 614.

Per chi intende percorrere l’intero anello da 16 km, il percorso consigliato è quello in senso antiorario, cioè proseguendo dritto per via Luca da Reggio.

Noi invece, che vogliamo percorrere solo l’anellino attorno alla Mussina, imbocchiamo il percorso al contrario da via Franchetti.

Questo sentiero è lungo circa 5 km, è di facile percorrenza ad eccezione di alcuni tratti in ripida discesa in cui bisogna prestare un po’ più di attenzione.

Nicolò, di tre anni e mezzo, lo ha camminato quasi tutto da solo. In tutto abbiamo impiegato circa due ore di cammino.

Passeggiata a Ca' del Vento

L’anello breve attorno alla Tana della Mussina

Procediamo inizialmente su strada asfaltata in leggera salita. La giornata è tersa e molto soleggiata e il panorama già da subito spazia su tutta la pianura:

riconosciamo i ponti di Calatrava della Mediopadana di Reggio Emilia e la Torre Ghirlandina nel centro di Modena.

La strada dopo qualche curva diventa sterrata, ma continua ad essere percorsa da rarissime ma fastidiose auto.

Il nostro consiglio è di scendere nel campo di sinistra, dove troverete le tracce di un sentiero, a tratti anche più ombreggiato, che vi permetterà di camminare indisturbati.

In lontananza appare la rupe del Castello di Borzano, sotto la quale si apre la misteriosa grotta della Mussina.

Castello di Borzano e Anello di Ca' del Vento

Dopo circa 2 km, abbandoniamo la strada principale e seguiamo un sentiero in ripida discesa sulla sinistra (CAI 614b). Questa è la parte un po’ più difficile del percorso, ma una fune di sicurezza ci aiuta a non scivolare.

Seguendo questo percorso ci immergiamo nel folto del bosco che ha un aspetto quasi fatato. Con un leggero sali e scendi in breve raggiungiamo i piedi della rupe, sotto la quale si apre la grande cavità naturale della grotta.

La temperatura cala già in prossimità dell’apertura, facendoci immaginare le profondità che la caverna può raggiungere. E mettendo dentro la testa nel buio della camera d’ingresso, un frusciare d’ali di pipistrello ci dà il benvenuto.

Anello di Ca' del Vento con bambini

Tornati sul sentiero, che ora è stretto e in discesa, tra rovi ed ortiche ci prepariamo a chiudere l’anello.

Questa parte del percorso risulta più ombreggiata e fresca e di facile percorrenza. Teniamo gli occhi ben aperti, ci muoviamo silenziosamente e il bosco ci regala un assaggio dei suoi abitanti:

un piccolo scoiattolo dal codone rosso che scatta tra i rami e un gruppo di caprioli in lontananza che zampetta in mezzo ai campi.

Raggiunto il torrente, si tiene la sinistra e in breve la strada torna ad essere asfaltata e ci riporta al punto di partenza.

Il bosco della Tana della Mussina

I Gessi Reggiani e la storia della Tana della Mussina

I gessi sono rocce calcaree composte da solfato di calcio. Mentre camminiamo lungo l’anello di Ca’ del Vento li riconosciamo per il loro aspetto trasparente e luccicante.

Qua e là nel bosco troviamo grandi massi di gesso e, in alcuni punti sui prati, il sentiero stesso brilla sotto i raggi del sole per la presenza di sassolini gessosi.

Una caratteristica di questa roccia è la sua grande solubilità: a contatto con l’acqua è soggetta al fenomeno della corrosione che porta alla formazione di grotte, passaggi, doline ed inghiottitoi.

Minerali di Gesso

La Tana della Mussina è proprio la conseguenza di questo fenomeno: dalla camera d’ingresso, attraverso una serie di cuniculi, si arriva a camere interne abitate dai pipistrelli e dov’è possibile ammirare da vicino le conformazioni gessose.

La visita alla Tana della Mussina può avvenire però solo se accompagnati da guida speleologica. Per informazioni qui trovate il link al sito del gruppo Speleologico Reggiano.

Un’ultima particolarità di questa grotta è che nel 1871, l’archeologo Gaetano Chierici ritrovò al suo interno un’area sepolcrale dell’età del rame composta dalle tombe di 18 individui.

La Tana della Mussina

Anello di Ca’ del Vento: ultimi consigli

  • La prima parte del percorso che si snoda in mezzo ai campi può risultare molto soleggiata e calda. Non dimenticate di attrezzarvi con cappellini, protezione solare e acqua.
  • La seconda parte nel bosco, invece, risulta molto ombreggiata e fresca, ma le ripide discese richiedono attenzione e scarpe adatte.
  • L’accesso alla grotta senza un accompagnatore speleologo è sconsigliato. Oltre ad essere pericoloso, si rischia di disturbare i pipistrelli che vivono al suo interno.
  • Proprio sopra alla grotta, è possibile osservare i resti del Castello Medievale di Borzano: anche in questo caso è sconsigliato avvicinarsi causa pericoli di crollo.
  • Lungo il percorso non sono presenti punti ristoro, ma potrete trovarne in centro al borgo di Borzano.
  • Il percorso su strada asfaltata e sterrata è accessibile anche con passeggino, mentre non lo sono la discesa nel bosco fino alla Tana della Mussina e la chiusura dell’anello.
Anello di Ca' del vento panorama

Anche voi siete affascinati dalle grotte? Se volete conoscere altre grotte emiliane che abbiamo visitato, leggete delle Grotte di Labante nell’Appennino Bolognese e del Monte Valestra nell’Appennino Reggiano.

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