La Garfagnana si trova in provincia di Lucca, tra il crinale Tosco-Emiliano e le Alpi Apuane. È una terra ancora abbastanza selvaggia e penso sia una meta davvero adatta alle tue vacanze o gite fuoriporta con bambini.
Per noi Emiliani la si può raggiungere facilmente in circa due ore di auto scegliendo tra l’attraversamento del Passo Pradarena, sopra Ligonghio (RE), o il Passo delle Radici, non lontano da Pievepelago (MO).
In questo articolo ti racconterò di 5 facili trekking per famiglie che abbiamo recentemente percorso. E che ti porteranno alla scoperta di 5 destinazione immerse nella Natura molto diverse tra loro, ma che ti lasceranno tutte senza fiato!
Quindi pronti, via! Zaino in spalla e si parte all’Avventura!
1. Il parco dell’Orecchiella e la Pania di Corfino
Nel comune di San Romano in Garfagnana, questa riserva naturale offre davvero tante possibilità, a diversi livelli di difficoltà.
Si accede al parco parcheggiando al Centro visitatori. Da qui partono la maggior parte dei sentieri (li puoi conoscere sul sito) e avrai accesso all’area a pagamento che comprende i recinti faunistici, la casa dei rapaci e i musei naturalistico e di storia del territorio.
Quest’area è ovviamente di facile accesso anche ai più piccoli. Noi abbiamo scelto di non visitarla per dedicarci invece ad un trekking un po’ più impegnativo.

TREKKING ALLA PANIA DI CORFINO: DATI TECNICI
- Punto di partenza: Rifugio Isera, proseguendo sopra al Centro Visitatori del Parco | S. Romano in Garfagnana (LU)
- Tappe intermedie: Giardino Botanico, vetta
- Sentieri: rosso: 64
- Lunghezza: 7 km circa (A/R)
- Dislivello: +/- 400 m
- Tempo di percorrenza: 4 h (soste escluse)
- Punti ristoro: rifugio
- Passeggino da trekking: no
- Difficoltà: difficile

Il mio consiglio è di proseguire in auto fino al Rifugio Isera. Verificando i periodi di apertura sul sito, qui potrete usufruire del ristoro ed eventualmente di un bellissimo ed erboso spazio tende.
Imboccando il sentiero 64 sul lato sinistro della recinzione del rifugio, in costante ma agevole salita, percorrerai un piacevole sentiero immerso nella faggeta.
Con un pochino di fatica, ma sicuramente molta soddisfazione, raggiungerai il pascolo e la Sella di Campaiana, da cui potrai ammirare le sagome dell’Alpe di San Pellegrino e del monte Prado.
Prosegui sul sentiero a destra fino alla cima della Pania di Corfino. Qui il panorama è davvero mozzafiato e si apre su tutta l’imponenza delle Apuane.
Presta attenzione perché alcuni punti in vetta sono strapiombanti. Per il ritorno ti consiglio lo stesso percorso dell’andata perché la chiusura dell’anello attraversa una sassaia ripida non adatta ai bambini.
Se dovessi decidere di fare l’anello, allora ricordati di salire dal sentiero 62, direzione Giardino Botanico e proseguire sulla sassaia fino in vetta. E di usare il sentiero che ti ho descritto in precedenza per il ritorno.
In questo modo eviterai di percorrere il punto più ripido ed esposto in discesa. Ma come detto, io lo sconsiglio con i bambini.

2. Ai piedi delle Apuane: Campocatino e l’Eremo di San Viviano
Nel comune di Vagli di Sotto, Campocatino è stata per me una rivelazione unica nella sua bellezza.
Si tratta di una piccolissima borgata, usata in passato come alloggio dei pastori durante le transumanze estive.
Arrivando ti troverai di fronte a tante piccole casette in sasso e ad un enorme prato ai piedi delle Alpi Apuane.
Con i più piccoli la tua visita può fermarsi qui. Ma se hai voglia di fare quattro passi nel bosco, ti consiglio di raggiungere l’incredibile Eremo di San Viviano.

TREKKING ALL‘EREMO DI SAN VIVIANO: DATI TECNICI
- Punto di partenza: parcheggio di Campocatino | Vagli di Sotto (LU)
- Tappe intermedie: eremo di San Viviano
- Sentieri: CAI 147, eremo
- Lunghezza: 2 km circa (A/R)
- Dislivello: +/- 100 m
- Tempo di percorrenza: 2 h (soste escluse)
- Punti ristoro: a Campocatino
- Passeggino da trekking: no
- Difficoltà: facile

Lascia l’auto nel parcheggio appena prima della borgata e entra a piedi. Soffermati ad osservare ogni dettaglio nelle diverse case e arriva fino al grande campo erboso, dove troverai anche un piccolo parco giochi e tavoli da pic-nic.
Per raggiungere l’eremo, prosegui sulla sterrata segnata come CAI 147 che in breve si immerge nella faggeta. Proseguirai per metà strada su questa larga forestale, fino a trovare un piccolo sentiero indicato come bivio per l’eremo sulla destra.
Qui inizia la parte un po’ più faticosa dell’escursione perché attraverso una ripida ma non pericolosa discesa a scalini raggiungeremo la base di una profonda gola.
Il dislivello, come ho scritto, è di soli 100 m e tutto ombreggiato. Quindi in salita con un paio di soste sarà fattibile anche con bambini abituati al cammino a partire dai 5/6 anni circa.
Durante la camminata fermati ad osservare i dettagli: i grandi faggi secolari, il muschio e le felci che crescono nelle parti ombrose, i rigagnoli d’acqua di sorgente che escono dalla roccia.
Immaginati come poteva essere la vita solitaria di Viviano: in completa contemplazione, ascolto e connessione con la Natura.
Una volta arrivat*, troverai una piccola chiesetta incastonata nella parete rocciosa. Per visitare l’interno, puoi chiedere le chiavi al bar di Campocatino o riceverle da un pellegrino in risalita, com’è capitato a me!
Ultimo consiglio: Campocatino è una meta molto frequentata. Per viverla nella sua magia più pura, evita i weekend e i periodi turistici.

3. Garfagnana con bambini: l’imperdibile Grotta del Vento
Chi ha sentito parlare di Garfagnana, sicuramente conosce almeno di nome la famosa Grotta del Vento.
Io adoro esplorare le grotte e questa merita davvero una visita. Esplorata dagli speleologi per ben 4 km, raggiunge una profondità di 36 m sotto il livello dell’ingresso.
La grotta è ricca di concrezioni carbonatiche particolari (stalattiti, stalagmiti e colate), ma nella sua parte più profonda ospita ancora un fiume Acheronte che sta ancora scavando e modificando il suo letto sotterraneo.
Già raggiungere in auto la Grotta del Vento è uno spettacolo! Infatti si trova incastonata nelle Apuane e si raggiunge percorrendo una stretta strada che sale dal grazioso paesino di Fornovolasco.

TREKKING GUIDATO SOTTERRANEO ALLA GROTTA DEL VENTO
- Punto di partenza: parcheggio della Grotta del Vento | Vagli di Sotto (LU)
- Percorso 1: 1h, lunghezza di 800 m, 366 gradini
- Percorso 2: 2h, lunghezza di 1500 m, 850 gradini (dai 6 anni; sconsigliato per chi soffre di vertigini, cardiopatici o difficoltà motorie)
- Percorso 3: 3h, lunghezza di 2200 m, 1195 gradini (dai 6/8 anni; sconsigliato per chi soffre di vertigini, cardiopatici o difficoltà motorie)
- Punti ristoro: bar in biglietteria
- Passeggino da trekking: no
- Orari di visita: sul sito

Abbiamo scelto di percorrere l’itinerario 2 di due ore con partenza alle 11 di mattina.
La prima parte del percorso ricalca il percorso 1. In questa prima parte ammiriamo le diverse concrezioni. Le mie preferite sono le stalattiti a festone che sembrano drappeggi.
Troviamo anche alcuni laghetti e la ricostruzione dello scheletro di un orso delle caverne vissuti ai tempi delle glaciazioni.
Il percorso di visita è semplice ma avventuroso: in alcuni punti i passaggi si restringono, in altri si abbassano, anche fino a 120 cm! Non entraimo mai in grandi camere, ma piuttosto seguiamo in risalita il corso dell’antico fiume che ha eroso la grotta.
La seconda parte di visita si fa più temeraria: iniziamo con la discesa del Baratro dei Giganti con una ripida ma non pericolosa scalinata a spirale.
Raggiungiamo la base della grotta fino ad oggi esplorata dove ancora scorre il fiume Acheronte. Che in estate è solo un piccolo rigagnolo, ma che durante le piene può raggiungere anche metà della scalinata di discesa!
La discesa con i bambini, ma tutta la visita in generale, non è pericolosa richiede qualche attenzione in più. Il mio consiglio è di tenere i bambini per mano e in discesa di posizionarti davanti a loro in modo da modularne il passo.

4. Il paese tosco-emiliano più alto: San Pellegrino in Alpe
Per spezzare il viaggio di andata abbiamo scelto di fermarci a San Pellegrino in Alpe, il paesino della Garfagnana alla maggior altitudine (1525 m s.l.m.).
Il suo territorio si trova proprio al confine tra Appennino Modenese e Garfagnana: poco prima del paesino attraverserai il Passo.
Si tratta davvero di poche case, ma la sua caratteristica e importanza risiede nella sua storia. Da sempre luogo di passaggio per viandanti e pellegrini, nel suo centro ospita il santuario dedicato al santo e l’interessante Museo Etnografico Don Lorenzo Pellegrini.
Nelle sue sale vedrai esposti tanti oggetti di una volta divisi in base alle diverse funzioni. Oggetti di casa, attrezzi da lavoro e di diverse mansioni. Oggetti in legno, oggetti in metallo. Perditi e resta a bocca aperta tra le sue stanze!

TREKKING DA SAN PELLEGRINO: IL GIRO DEL DIAVOLO – DATI TECNICI
- Punto di partenza: parcheggio di San Pellegrino in Alpe | Castelnuovo di Garfagnana (LU)
- Tappe intermedie: giro del Diavolo, fonte del Santo
- Sentieri: CAI 50, giro del Diavolo
- Lunghezza: 3 km circa (anello)
- Dislivello: +/- 150 m
- Tempo di percorrenza: 1 h (soste escluse)
- Punti ristoro: a San Pellegrino
- Passeggino da trekking: no
- Difficoltà: facile

Il sentiero inizia dietro il Ristorante l’Appennino da Pacetto, prima dell’ultima curva del paese ed è segnato come Giro del Diavolo.
La prima parte del percorso è una facile mulattiera che molto dolcemente raggiunge il pascolo. In questa parte soffermati alla ricerca di tesori della Natura e tracce dei selvatici.
Arrivat* il pascolo, in breve raggiungerai un grande ammasso di sassi: il Giro del Diavolo.
La leggenda racconta che il Diavolo, arrabbiato con Pellegrino per la sua resistenza alla tentazione, lo schiaffeggiò talmente forte da farlo roteare tre volte su sé stesso.
Per onorare la grande forza di volontà del santo, i pellegrini decisero di compiere questo sentiero come cammino dell’espiazione portando fino qui un masso grande quanto il peccato commesso.
Una volta depositato, per completare la penitenza, dovevano percorrere tre giri attorno all’ammasso roccioso.
Il ritorno avviene su un sentiero non CAI. Torna al bivio coi diversi cartelli e prendi quello sulla sinistra che attraversa un prato in discesa. Appena raggiunti gli alberi, cerca dei segni a pallino blu e troverai anche la dicitura Giro del Diavolo.
Se arrivi tra Luglio e Agosto apri gli occhi perché gli arbusti sono ricchi di lamponi!
Con una discesa un po’ ripida ma non difficile, scenderai fino alla strada sterrata. Tieni la destra e poi subito il sentiero a sinistra indicato come Fonte del Santo. Incontrerai una meravigliosa sorgente con lavatoio.
Il percorso dopo poco si ricongiunge alla sterrata e in breve raggiunge il paese.

5. Dormire sotto le stelle al Wild Camping Paladini
Se vuoi rendere la tua vacanza ancora più selvaggia devi assolutamente alloggiare al Wild Camping Paladini.
Situato nei pressi di Chiozza, a 15 minuti in auto da San Pellegrino in Alpe, e immerso in un suggestivo castagneto, tutto al Paladini è un’avventura!
Potrai scegliere tra alloggiare con la tua tenda o noleggiare una delle tende su piattaforma lignea 4 o 6 posti. Oppure potrai vivere l’emozione di dormire in una casa hobbit o, come abbiamo fatto noi, su un albero!
Il campeggio dispone di servizi igienici con doccia al chiuso e di una cucina in comune outdoor con tavoli per le cene e un meraviglioso sofa con falò per la coccola della buonanotte.

TREKKING AL PONTE DEI MOLINI E ALLA SUA CASCATA: DATI TECNICI
- Punto di partenza: Wild Camping Paladini | Castelnuovo di Garfagnana (LU)
- Tappe intermedie: ponte medievale e cascata
- Sentieri: cascata
- Lunghezza: 3,5 km circa (A/R)
- Dislivello: +/- 250 m
- Tempo di percorrenza: 1 h 30′ (soste escluse)
- Punti ristoro: al campeggio
- Passeggino da trekking: no
- Difficoltà: medio-facile

Proprio dal campeggio, un sentiero segnato come Fall (Cascata) ti condurrà fino al Ponte Medievale dei Molini. Un bellissimo ponte a schiena d’asino che collega tutt’oggi a Castiglione di Garfagnana.
Il sentiero è in costante discesa (che al ritorno si trasforma in una leggermente ripida salita!). Il bosco è composto da castagni e altissimi pini e abeti ed è davvero molto suggestivo.
Giunt* al ponte, sentirai lo scroscio della potente cascata. Sulla destra del ponte, prima dell’attraversamento, c’è una discesa che conduce ad una serie di spiaggette.
Qui potrai trascorrere una giornata davvero magica a contatto con l’acqua. E se ti sentirai avventuros*, potrai esplorare seguendo il corso del torrente e raggiungere spiagge e piscine naturali davvero selvagge.
Alcuni accorgimenti: l’acqua del torrente è balneabile, ma davvero molto fredda, anche d’estate. Consiglio vivamente l’uso di scarpe da scoglio, soprattutto se si vuole guadare ed esplorare.
L’ultimo importante consiglio: presta molta attenzione agli attraversamenti soprattutto con i bambini e soprattutto nei punti dov’è presente corrente. L’acqua durante la mia visita non era molto alta, ma il fondo è costellato di massi di varie dimensioni.
Se non alloggi al campeggio, puoi raggiungere il ponte da Castiglione e proseguire sulla Strada Comunale Molino.
Non avendolo percorso, non ho ben chiaro dove sia possibile lasciare l’auto. Ma ad un certo punto, il ponte è appena sotto la strada asfaltata.

Ecco i miei consigli per esperienze in Natura davvero favolose in Garfagnana con i bambini. Non vedo l’ora di tornare per esplorare nuovi angoli da raccontarti!
Intanto se cerchi altre mete selvagge per le tue vacanze estive, posso consigliarti in questi articoli la Carnia, in Friuli o la piemontese Valle Maira.
Se invece sei alla ricerca di mete vicino a Casa, nell’Appennino Emiliano, ti consiglio Trekking in Appennino Emiliano per Famiglie. La mia Guida Digitale che racchiude ben 15 itinerari semplici in Natura con bambini. Per sapere di più sulla guida e su come averla, leggi qui.
Buone Avventure!
Terry







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