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I salti del Diavolo a Chiastre in val Baganza

I SALTI DEL DIAVOLO: LA MAGIA IN VAL BAGANZA

Nella valle del Baganza, non lontano da Berceto (PR), in mezzo ad un fitto bosco, spuntano all’improvviso alte rocce solitarie dalle forme più strane: i Salti del Diavolo.

Questo affioramento roccioso è lungo circa 5 km e s’innalza per decine di metri in gruppi di guglie o pareti di roccia che inaspettatamente compaiono tra la vegetazione.

Nel 2014, un progetto di valorizzazione dell’area ha portato alla realizzazione di un sentiero tematico che segue l’antica via degli Scalpellini, unendo i paesini di Chiastre e Cassio, sui due versanti opposti del torrente Baganza.

Purtroppo nello stesso anno, a causa di una violenta alluvione, parte del sentiero e il ponte pedonale che attraversava il torrente sono stati distrutti.

Oggi il percorso è ancora interrotto, ma sono percorribili i sentieri distinti sulle due sponde del torrente. E noi abbiamo deciso di avventurarci alla scoperta!

I Salti del Diavolo: dati tecnici

  • Punto di partenza: Chiastre, via Salti del Diavolo | Calestano (PR)
  • Tappa intermedia: roccia lo Squalo, roccia il Pinguino, torrente Baganza, borgo abbandonato
  • Sentiero: CAI 771
  • Lunghezza: 5 km (anello)
  • Dislivello: +/- 200 m
  • Tempo di percorrenza (passo adulto): 2 h (soste escluse)
  • Punti ristoro: no
  • Passeggino: parziale (andata e ritorno)
  • Difficoltà: intermedio
  • Note tecniche: ripide salite e discese che possono risultare difficilmente praticabili dopo piogge abbondanti. I tratti su prato possono risultare molto assolati.
  • Periodo migliore: in Primavera per vedere le fioriture; in Autunno per una migliore visibilità delle rocce dal bosco.

Il percorso di andata nel bosco

L’inizio del percorso è a Chiastre: dall’uscita autostradale di Berceto, il borgo si trova a 20 minuti di auto, direzione Calestano.

Troverai due piccoli parcheggi a bordo strada: uno in corrispondenza de La Baita di Chiastre, l’altro appena dopo un gruppo di case, indicato proprio come Parcheggio Salti del Diavolo.

In entrambi i casi è necessario tornare leggermente indietro e prendere la stradina sulla destra, via Salti del Diavolo, riconoscibile dalla presenza di una torretta/centralina elettrica.

La strada, prima asfaltata e poi sterrata, ampia e leggermente in discesa, ti condurrà all’interno del bosco.

L'antica via degli Scalpellini nel bosco a Chiastre

Dopo circa 500 m, in prossimità di un tornantino, avrai già il primo scorcio su questi incredibili affioramenti rocciosi.

Proprio al centro del gruppo, distinguerai quello che per ovvi motivi è stato denominato Lo Squalo.

Poco più avanti troverai un bivio: tieni la destra. In breve la carrareccia inizierà a scendere in modo abbastanza deciso, sempre all’ombra del bosco, fino ad arrivare alla base del gruppo roccioso.

Durante la nostra escursione in primavera inoltrata, la fitta vegetazione nascondeva le cime dei sassi, rendendoli ancora più misteriosi. Il bosco era fitto e silenzioso e l’atmosfera davvero affascinante.

I salti del Diavolo: lo Squalo

Procedi ancora per un tratto, fino al successivo gruppo di Salti: una breve diramazione ti permetterà di avvicinarti alla roccia del Pinguino.

Che durante la nostra visita era quasi completamente nascosta dalle chiome degli alberi.

Probabilmente questa prima parte si addice di più al periodo autunnale quando le chiome degli alberi sono spoglie e permettono di avere una visuale migliore.

Da qui dovrai abbandonare la carrareccia e proseguire in discesa decisa nel bosco fino a raggiungere la base del secondo gruppo di rocce. E in breve le sponde del torrente.

I salti del Diavolo: il Pinguino nascosto

Il percorso di ritorno tra i prati della val Baganza

Giunt* al torrente, distinguerai molto bene i piloni di cemento che sorreggevano il ponte di collegamento dei sentieri sulle due sponde opposte.

In estate o in base alla portata del torrente, è eventualmente possibile guadare a piedi nudi e proseguire. La parte di percorso lato Cassio te la racconto qui.

In ogni caso il percorso completo fino a Cassio è lungo ed impegnativo per i bambini (circa 12 km andata e ritorno). Consiglio piuttosto di fermarsi per un pic-nic sulle sponde del Baganza per poi richiudere l’anello.

Il percorso di rientro inizia con una salita abbastanza decisa. Arrivati all’altezza di un borgo abbandonato, infine, prosegue più pianeggiante tra i prati fino al bivio della partenza.

La via degli Scalpellini in val Baganza

Quest’ultima parte del percorso permette una vista davvero panoramica sui sassi e sul paesaggio tutt’attorno.

In Primavera risulta molto suggestiva anche per la presenza di tantissimi fiori colorati che impreziosiscono i prati.

I bambini potranno correre liberamente sul sentiero pianeggiante. Una quercia secolare verso la fine dell’anello ti regalerà attimi di ristoro.

Per chi cerca un percorso breve e facile, adatto anche ai passeggini, consiglio di procedere su questo percorso andata e ritorno (in questo caso, al bivio iniziale procedi dritto, invece di svoltare a destra).

Attraversando un borgo abbandonato sulla via degli Scalpellini a Chiastre

Altri spunti per la giornata

  • Se ritornat* al parcheggio dei Salti del Diavolo non sarai ancora stanc*, poco più avanti troverai le indicazioni per il Dente del Gigante.

Un sentiero in salita piuttosto ripida che conduce in circa 40 minuti alle pendici di un affioramento roccioso particolarissimo.

Per la presenza di scalini nella roccia e per la sua ripidità, il sentiero è sconsigliato ai bambini più piccoli.

  • Se invece cerchi un borgo dal cuore medievale in cui rilassarti, ti consiglio di visitare Berceto.

La bellissima cattedrale in pietra, diverse piazzette gremite per l’aperitivo domenicale e un bel parco giochi proprio ad inizio paese.

Arroccato su una collina, non lontano dall’uscita dell’autostrada, quello che mi ha convinto a scegliere il posto è la presenza di un maneggio. Potrai divertirti a passeggiare tra i box dei cavalli.

All'Agriturismo Cà del Vento a Berceto

Sei mai stat* ai Salti del Diavolo? Conosci altre meravigliose conformazioni rocciose che rendono magico il paesaggio?

Se ti piacciono le rocce dalle forme strane, leggi dell’escursione al Parco delle Ofioliti, nell’Appennino Modenese.

Vuoi rendere la tua escursione più semplice e avere sempre tutte le informazioni a portata di mano? Scarica la mia Mini Guida Digitale. 20 escursioni nell’Appennino Emiliano riassunte in pratiche schede facilmente consultabili anche in viaggio.

Buon Cammino!

Terry

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