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Il Parco delle Ofioliti nella Valle del Dragone

AVVENTURA NELLA VALLE DEL DRAGONE: IL PARCO DELLE OFIOLITI

Oggi vorrei raccontarvi di un angolo nella valle del Dragone che mi ha stregato per il suo fascino di luogo inesplorato: il Parco delle Ofioliti.

Siamo nel comune di Montefiorino (MO), quasi alla confluenza del torrente Dragone nel torrente Dolo. Una terra piena di misteri e storia, proprio grazie alla presenza di questi grandi affioramenti rocciosi chiamati Ofioliti.

Io l’ho conosciuto grazie al sito di un’amica, Roberta dell’Agriturismo Podere Operaio. Nella loro pagina sul territorio raccontano di bellissime escursioni in zona.

Cosa sono le Ofioliti in due parole

Le Ofioliti sono le rocce più antiche nell’Appennino modenese e sono di origine vulcanica. Il loro nome deriva dal greco e indica il loro caratteristico aspetto che ricorda la pelle del serpente.

Normalmente sono di colore nero-verdastro o bruno-rossastro e hanno una particolarità: quella di presentarsi con forme bizzarre che le fanno sembrare sculture scolpite.

Ultima curiosità: questa roccia è molto ricca di minerali di rame. Proprio per questo, fin dalla protostoria, esse venivano usate come miniere.

Sulla sponda opposta a quella della nostra visita, troviamo le miniere di rame della Valle del Dragone.

Le Ofioliti della Valle del Dragone

Il parco delle Ofioliti nella valle del Dragone: come arrivare

Dal centro di Montefiorino, procediamo sulla strada provinciale, direzione Piandelagotti. Dopo circa 6 km, troviamo sulla sinistra un piccolo ma ben segnalato parcheggio.

Qui siamo nei pressi del monte Calvario, una delle due bellissime rocce ofiolitiche della nostra avventura. E proprio da qui inizia il nostro sentiero.

Prima di partire però non manchiamo di scavalcare la sbarra di fronte a noi per arrivare, in meno di 5 minuti, ad un punto panoramico all’altezza della piccola chiesetta. Da qui possiamo ammirare la valle e la discesa che ci aspetta.

La chiesetta sul Monte Calvario vicino Montefiorino (MO)

Per i più audaci, proseguendo su questo sentiero si può arrivare sulla cima del monte Calvario e all’ingresso della sua Grotta dell’Eremita. Noi abbiamo deciso di passare per questa volta e d’incamminarci verso le sponde del Dragone.

Pronti a seguirci?!

1. La discesa del Monte Calvario

Il percorso che abbiamo fatto è un anello, ma è molto importante non sbagliarne il senso di marcia: dal parcheggio, guardando la provinciale, prendiamo il sentiero sulla sinistra.

La discesa inizia subito decisa all’interno della boscaglia: al primo bivio, anche se non segnalato, continuiamo a scendere a sinistra, immergendoci nel bosco.

Dopo poco il paesaggio cambia: ci troviamo davanti ad una scalinata nella roccia che, un passo alla volta, ci fa scendere da questa bizzarro monte.

La discesa è un po’ esposta e ripida. Nicolò è ben al sicuro nello zaino ergonomico sulle mie spalle.

Il panorama sulla Valle del Dragone dal Monte Calvario

L’eccitazione è già alle stelle: la parete di roccia da una parte, con i suoi colori e le sue forme davvero uniche, e il panorama sulla valle del Dragone dall’altra…un gigantesco WOW!

La discesa termina con un’ultima parte in un bosco fitto e pieno di massi giganti caduti chissà quanto tempo fa.

E poi, finalmente alle sue pendici, possiamo ammirare il Monte Calvario nella sua maestosità.

Il Monte Calvario nel Parco delle Ofioliti

2. L’arrivo sulle sponde del Dragone

Il sentiero esce dal bosco e si ricongiunge con una strada asfaltata che attraversa il parco. Teniamo la destra e camminando su questa strada assolata iniziamo ad intravedere la più piccola roccia ofilitica del parco: il Poggio Medola.

Appena prima di arrivare al paesino alle sue pendici, svoltiamo di nuovo su un sentiero sulla sinistra, seguendo le indicazioni per il torrente.

E finalmente arriviamo sulle sue sponde: grandi massi dai mille colori, una piccola cascatella verso monte e una strettoia, quasi una piccola gola, verso valle.

Il torrente Dragone nel Parco delle Ofioliti

Affamati cerchiamo un angolino all’ombra dove allestire il nostro pic-nic. Lo troviamo solo sulla sponda opposta, quindi ci dirigiamo pronti ed entusiasti al guado.

Nicolò non sta nella pelle all’idea di provare l’emozione dei piedini nell’acqua fresca. Vorrebbe attraversare il torrente da solo, ma in alcuni punti sono costretta a prenderlo in braccio, per evitare che si bagni i vestiti.

Dopo una pausa pranzo veloce, le due ore successive, anche se sono le più calde della gionata, le passiamo sulla riva del fiume a giocare con l’acqua.

Non ci siamo attrezzati con con il costume (purtroppo) ma già solo pocciare i piedi e le gambe nell’acqua passeggiando lungo torrente è rigenerante.

Il guado del torrente Dragone con i bambini

3. L’anello di Poggio Medola e il rientro

Per rientrare decidiamo di seguire le indicazioni per l’Anello del poggio: una leggera discesa nel bosco fino alle sue pendici, seguita da una più ripida, dura ma breve salita prima nel bosco e poi in mezzo ad un bel campo.

Ci ricongiungiamo alla strada asfaltata all’altezza del paesino: quattro case avvinghiate alla roccia. Solitarie ed affascinanti. Mi viene voglia di trasferirmici subito!

Il piccolo Poggio Medola nella valle del Dragone

Da qui l’avventura volge verso il termine: non ci resta che il rientro. Decidiamo di proseguire lungo la strada asfaltata per evitarci la ripida ascesa sulla scalinata dell’andata.

Sull’asfalto la salita è decisamente più affrontabile e per tutto il percorso il panorama sulla Valle del Dragone e sul Monte Calvario ci allietano le fatiche.

Strada panoramica nel Parco delle Ofioliti

Ad un certo punto troviamo un bivio sulla sinistra che indica il Monte: lo seguiamo, rientrando nel bosco su sentiero, fino a risbucare al parcheggio.

Quest’ultima parte, sarà anche la stanchezza della giornata, è la salita più dura, ma comunque affrontabile.

Consigli pratici

  • L’itinerario che abbiamo percorso noi è lungo circa 7,5 km. Noi, con passo lento, abbiamo impiegato un’oretta a scendere al fiume e due ore a risalire. Nicolò ha camminato solo sulla strada asfaltata del ritorno per alcuni tratti.
  • I sentieri, durante la nostra escursione, erano ben battuti, ma un po’ selvaggi: l’erba in alcuni tratti era molto alta e alcuni rami caduti invadevano il percorso.
  • Questo potrebbe rendere un po’ disagevole il passaggio per i bambini più piccoli: Nicolò, per esempio è stato sempre nello zaino ergonomico.
  • L’unico punto un po’ esposto è all’inizio durante la discesa dal Monte sulla roccia: il lato a valle è comunque protetto da un alto parapetto e nel lato a monte è presente un cavo d’acciaio a cui appendersi.
  • L’unica fonte di acqua potabile è nel paesino di Medola. Non ci sono invece punti ristoro.
  • Attrezzatura indispensabile: pantalone lungo (per presenza di erba alta e arbusti) e scarpe da trekking, crema solare e cappello, scorte di cibo e acqua, un telo da pic-nic e il costume.
Passeggiando nel bosco del Monte Calvario

Il Parco delle Ofioliti con passeggino

Il percorso su sentiero non è ovviamente accessibile con passeggino.

Se si volesse però fare una piacevole passeggiata nel Parco per ammirare le rocce ofiolitiche, è possibile accedere con passeggino lungo la strada asfaltata.

In questo caso, converrà parcheggiare a Lago e seguire la strada fino a Medola e poi rientrare sullo stesso tracciato. O seguire il percorso ad anello, che la mappa dice essere lungo 10 km.

In questo caso però l’accesso al fiume non è possibile.

La strada asfaltata è comunque accessibile anche in auto: basterà quindi lasciare l’auto a bordo strada e scegliere poi quando percorso percorrere.

Conoscevate la Valle del Dragone e il suo Parco delle Ofioliti? Avete voglia di avventurarvici?

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Se vi interessano delle semplici escursioni per famiglie nell’Appennino, leggete anche 2 escursioni in Val Taro o la nostra avventura alla Cascata del Doccione.

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