Oggi ti porto in un angolo davvero affascinante dell’alto Appennino Reggiano. Ai piedi del Gigante Cusna, si trova il Rifugio Peschiera Zamboni: un luogo perfetto per una domenica estiva in famiglia.
Il Rifugio Zamboni è accessibile anche in auto, ma in questo articolo ti spiegherò come raggiungerlo attraverso una breve escursione ad anello, adatta anche ai bambini dai 6 anni in su.
Il percorso inizia nel borgo di Monteorsaro: scende al Rifugio all’interno di una splendida faggeta secolare, per poi risalire tra i verdi prati di pascolo.
Pront* a scoprire di più?
Escursione alla Peschiera Zamboni: dati tecnici
- Punto di partenza: Oratorio di San Michele | Monteorsaro (Villa Minozzo, RE)
- Tappa intermedia: Rifugio Peschiera Zamboni | Villa Minozzo (RE)
- Sentieri: CAI 621, 609
- Lunghezza: 4,6 km (anello)
- Dislivello: +/- 270 m
- Tempo di percorrenza (passo adulto): circa 2 h soste escluse
- Punti ristoro: rifugio
- Passeggino da trekking: no (arrivando in auto fino a Roncopianigi, sì)
- Difficoltà: intermedio
- Note tecniche: il fondo è a tratti una pietraia sconnessa; il percorso di ritorno aggiunge anche una ripidità consistente in salita. Sconsigliato percorrere l’anello nel senso contrario.
- Periodo migliore: tarda primavera – inizio autunno

Il percorso di andata: antichi sentieri nella faggeta
Monteorsaro è un piccolissimo borgo nei pressi di Febbio, a circa 60 km da Reggio Emilia, nel comune di Villa Minozzo.
Il punto di partenza del trekking è la piazzetta dell’Oratorio di San Michele. Qui troverai qualche posto auto; in alternativa potrai parcheggiare in un ampio parcheggio sulla SS all’altezza della Madonna di Montenero, appena fuori il borgo.
Giunt* dell’Oratorio, prendi il sentiero CAI 621 sulla sinistra: dopo una prima parte panoramica sui prati, incontrerai ciò che resta di un’antica mulattiera che lentamente si immerge in una faggeta secolare.
In alcuni tratti il percorso è inquadrato dai muretti a secco o dai primi nodosi e contorti faggi isolati. Il fondo è sconnesso: i lastroni di pietra che componevano la mulattiera, oggi si presentano disgregati rallentando un po’ l’andatura.

In breve ti troverai all’interno della fitta faggeta: gli alberi ti ripareranno dai raggi del sole e ti sentirai completamente immers* nella Natura.
Il percorso procede in leggera discesa: ogni tanto incontrerai piccoli guadi da sorpassare di sasso in sasso.
Su alcuni bivi manca la cartellonistica che identifica chiaramente il sentiero. La traccia è comunque molto ben evidente: per essere sicur* del percorso segui sempre i segni rossi e bianchi che troverai su rocce e alberi.
Oppure per essere ancora più cert*, scarica l’app Sentieri Appennino, di cui ti ho parlato in questo articolo, con tutti i sentieri CAI e il posizionamento GPS.
Dopo circa 2 km, incontrerai l’incrocio con il CAI 619: continua a procedere a sinistra in ripida discesa sul CAI 621. Qui la mulattiera è di nuovo ben visibile e a tratti ancora intatta.
A breve raggiungerai un altro guado: attraversalo e procedi sui prati ancora per un breve tratto finché non vedrai comparire la Peschiera del Rifugio.

Il Rifugio Peschiera Zamboni
Il Rifugio Zamboni è davvero un piccolo angolo di paradiso! Circondato dai prati e da una fresca abetaia, sono due le caratteristiche che lo rendono davvero unico:
- l’essere in una conca, incorniciato dalle alte vette appenniniche: il monte Prampa, il monte Cisa e l’imponente monte Cusna.
- la sua eccentrica peschiera, composta da tre vasche concentriche collegate tra loro
La peschiera è sicuramente l’attrattiva maggiore per i bambini: un piccolo ponticello permette di superare il cerchio d’acqua esterno e di raggiungere i lembi erbosi che separano gli anelli interni.
Qui troverai tantissime gigantesche Trote fario, dalla tipica livrea a chiazze nere e rossastre, che attendono voraci qualche briciola di pane.

Il rifugio fornisce un servizio di ristorazione, ma noi abbiamo preferito concederci un pic-nic all’ombra dei suoi abeti. Per tutte le info su orari e attività, ti lascio il link alla loro pagina Facebook.
L’area tutt’attorno è molto ampia: anche se durante la nostra gita c’erano tante persone, non abbiamo mai avuto la sensazione di affollamento.
Per i più atletici, proprio dietro il rifugio partono i sentieri CAI 617 e 619 che portano in cima al Cusna. I percorsi non sono adatti ai bambini e prevedono una camminata in salita con un forte dislivello di circa 3 ore.
Per chi invece vuole raggiungere il rifugio con bambini molto piccoli, basterà salire in auto da Roncopianigi. Da qui due sono i percorsi per raggiungere il rifugio:
- un breve tratto del ripido sentiero CAI 609, che noi abbiamo usato come partenza del percorso di ritorno
- una strada asfaltata, percorribile anche con passeggino

Sulla via del ritorno: pascoli panoramici
Quando sarà ora di rientrare, il mio consiglio è di percorrere un percorso ad anello sul sentiero CAI 609. Per imboccarlo, dovrai riattraversare il guado e girare a destra.
Il primo pezzo procede in ripida discesa fino alla strada asfaltata. Qui scendi sulla destra: sul tornante vedrai la stradina asfaltata che conduce al Rifugio.
Proseguendo ti troverai sulla sinistra il centro del piccolo borgo di Roncopianigi: attraversalo seguendo la segnaletica CAI bianca e rossa.
Giunt* alle ultime abitazioni, prendi il sentiero dritto davanti a te che costeggia la recinzione del cortile di una casa. Il segno è un po’ nascosto, sullo spigolo di un edificio e non ci sono cartelli ad indicare la direzione del bivio.

Dopo un primissimo tratto ancora nella boscaglia, ti ritroverai di fronte alla salita più difficoltosa. Il tratto è breve, ma il fondo è ghiaioso e la pendenza elevata.
Da qui in poi si procede in mezzo ai pascoli. Voltati ogni tanto ad ammirare la bellezza della valle con il Gigante proprio dietro di te.
In un alternarsi di salite ripide e tratti leggermente più pianeggianti, in circa 2 km sarai arrivat* a Monteorsaro. Raggiunto l’asfalto, tieni la destra e poi segui il cartello che indica la salita nel borgo a sinistra.
Ritornat* alla piazzatta dell’Oratorio potrai decidere se raggiungere il Rifugio Monte Orsaro a piedi o in auto per una merenda finale.

L’Avventura alla Peschiera Zamboni è una delle 15 escursioni che ti consiglio nella mia Guida Digitale Trekking in Appennino Emiliano per Famiglie. Per sapere di più sulla guida e su come averla, leggi qui.
Se stai cercando altre mete per pic-nic estivi in alta montagna, in questo articolo ti porto a Doccia di Fiumalbo, nell’Appennino Modenese.
Mentre qui ti porto al Lago Santo Parmense dal Rifugio Ladgei, nell’Appennino Parmense.
Buona Estate e Buon Cammino!
Terry







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