• Menu
  • Menu
i diritti naturali dei bambini

EDUCARE ALLA LENTEZZA: DECALOGO DEI DIRITTI NATURALI DEI BAMBINI

Oggi, 20 Novembre, si celebra la Giornata Mondiale dei Diritti dei Bambini. E quale occasione migliore per parlarvi del Decalogo dei diritti naturali dei bambini di Gianfranco Zavalloni?

Un elogio all’educazione lenta e a contatto con la Natura. Ad abbandonare, anche solo per un attimo, la frenesia della nostra vita quotidiana per concedere ai bambini, e a noi genitori, qualche istante di stupore, meraviglia e serenità.

Proprio quello che ci serve in questi giorni così oscuri.

Chi era Gianfranco Zavalloni

Gianfranco Zavalloni è stato il primo educatore uomo di scuola materna e successivamente un dirigente scolastico.

Il suo metodo educativo si basava sulla Pedagogia della lumaca: un approccio lento, nel rispetto dei tempi dei bambini.

Credeva nella scuola creativa, nell’importanza dell’ecologia e delle culture locali. È stato uno dei fondatori dell’Ecoistituto di Cesena, un centro di sperimentazione nell’uso di materiali naturali e di tecnologie semplici.

Uno dei suoi grandi apporti è stato proprio l’elaborazione del Manifesto dei diritti naturali dei bambini e delle bambine.

Se volete saperne di più, qui trovate il link ad un bellissimo sito dedicato.

Decalogo dei diritti naturali dei bambini

01. Il diritto all’ozio

Il primo punto dei dieci diritti naturali dei bambini è quello di poter vivere momenti di tempo non programmato dall’adulto.

Quando si vive in una comunità scolastica, anche di prima infanzia, bisogna rispettare le regole e i tempi che scandiscono la giornata: il gioco, il pasto, il sonno, il rientro a casa.

Come noi adulti bramiamo di prenderci qualche attimo di riposo alla fine di una giornata di lavoro, anche il bambino ha il diritto di avere un tempo per decidere autonomamente come riempire il proprio tempo.

Che può essere d’intrattenimento o di riposo.

Diritto all'ozio e al gioco libero

02. Diritto a sporcarsi

A giocare con la sabbia, la terra, l’erba, le foglie, l’acqua, i sassi, i rametti.

Il contatto materiale con gli elementi è la maggiore espressione di libertà.

Troppo spesso i nostri figli si sentono dire: “Non toccare quello che ti sporchi!

Niente è più sano e rinvigorente di testare con mano il mondo che ci circonda.

Diritto a sporcarsi

03. Diritto agli odori

A percepire il gusto degli odori, a riconoscere i profumi offerti dalla Natura.

Quanto è grande l’emozione di vedere un bambino alla scoperta dei propri sensi?

L’olfatto è forse quello che diamo più per scontato, che difficilmente utilizziamo come primo per introdurci ad una situazione.

Forse anche per questo è il più affascinante da esplorare. E lo si può fare in ogni contesto:

riconoscendo i profumi delle erbe aromatiche dell’orto, annusando l’aria del mare o del sottobosco, o semplicemente degli ingredienti dei cibi che stiamo cucinando.

04. Diritto al dialogo

Ad ascoltare e poter prendere parola, interloquire, dialogare.

Vi siete mai soffermati ad ascoltare i pensieri di un bambino su un determinato argomento? Avete mai chiesto la sua opinione?

Proprio in questi mesi insieme a Nicolò, seppur piccolo, sono nate le prime interrogazioni naturali su temi difficili come per esempio il Coronavirus.

Durante il lock down, Nicolò è rimasto particolarmente turbato dal vedere il parco-giochi, la sua piccola isola di svago, transennato e chiuso.

Un giorno, mentre pelavamo le carote, ha preso tutte le striscioline di buccia tagliata e mi ha detto: “Ecco mamma, adesso chiudo il parco”.

E io mi sono sentita sgomenta ma allo stesso tempo orgogliosa nel vedere in quanti modi un bambino sia in grado di metabolizzare le cose che lo turbano.

05. Diritto all’uso delle mani

Cioè il diritto all’attività manuale, come ad esempio piantare chiodi, segare legni, plasmare la creta, legare corde o accendere un fuoco.

Quest’estate durante il nostro Appennino Itinerante, abbiamo avuto l’occasione di passare un po’ di tempo in compagnia di amici.

E di far vivere ai bambini un’esperienza davvero emozionante: accendere un fuoco per cuocere le salsicce per un pranzo al sacco.

Per tutti loro è stato un momento di grande impegno: dalla ricerca dei bastoncini e delle pietre per recintare il perimetro, alla responsabilità di sorreggere il proprio bastone per far cuocere la carne.

E la soddisfazione finale di mangiare qualcosa di squisito e nato da una magnifica avventura!

Diritti naturali dei bambini

06. Diritto ad un buon inizio

A mangiare cibi sani fin dalla nascita, bere acqua pulita, respirare aria pura.

Il cibo è un importante ambito di sperimentazione per i bambini:

la scoperta dei sapori, dei colori e delle consistenze.

E cucinare insieme ai bambini può essere un momento d’intrattenimento e apprendimento.

07. Diritto alla strada

A giocare in piazza liberamente, a camminare per le strade.

Una delle cose che amiamo di più è la montagna.

Ma, da cittadini, amiamo ugualmente camminare per le strade del centro della nostra città e giocare nelle sue piazze.

La piazza è un magico spazio cittadino in cui tutto è concesso: si può camminare senza la mano, si può addirittura correre dietro ai picconi o ad una palla.

La piazza è un luogo di scoperta e d’incontro.

Diritto a giocare nelle piazze

08. Diritto al selvaggio

Per contro, è altrettanto importante poter costruire un rifugio-gioco nei boschetti, avere canneti in cui nascondersi, alberi da arrampicare, un torrente da guadare.

Vivere delle avventure all’aria aperta entrando in contatto con la Natura.

Trasformare ogni giornata in un’esplorazione e di ricerca.

Diritto al selvaggio

09. Diritto al silenzio

Ad ascoltare il soffio del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell’acqua.

Ad imparare che stare in silenzio non vuol solo dire tacere, ma anche ascoltare i suoni semplici e delicati che ci circondano.

Le foglie che vibrando ricordano il rumore della pioggia, un cuculo che canta nel bosco e segue il nostro cammino, l’acqua del ruscello che non sta mai ferma e mai zitta.

10. Diritto alle sfumature

A vedere il sorgere del sole e il suo tramonto, ad ammirare, nella notte, la luna e le stelle.

Quanta meraviglia c’è negli occhi di un bambino che scruta il cielo?

Lontano, misterioso, sempre diverso.

Le sfumature sono le cose piccole e comuni che ci circondano. Quelle che, nonostante la loro semplicità, sanno stupirci ed ammaliarci.

Il diritto alle sfumature è un diritto che dobbiamo ricordarci anche noi adulti per poter riscoprire l’amore per tutte le bellezze quotidiane che ci strappano un sorriso:

il monte Cusna innevato che mi saluta imponente di prima mattina dall’alto del cavalcavia, una magica luna piena che illumina il mio cammino o il volo aggraziato ed ordinato delle anatre nel cielo.

Conoscevate i dieci diritti naturali dei bambini? Quali sono i modi in cui li mettete in pratica insieme ai vostri bambini? Raccontatecelo nei commenti.

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *