Sono seduta nella stanza del Camino nella mia casa di sasso di fine Quattrocento. Una casa povera, sia ben chiaro. La casa del mezzadro del Prete, così mi hanno detto in paese.
Ebbene sono seduta qui sul nostro divano letto accanto alla stufa, posizionato perfettamente tra la lampada e la finestra. La mia postazione preferita di lavoro.
Sono le cinque del pomeriggio passate, sta imbrunendo. Alzo gli occhi e così all’improvviso gli alberi e le siepi fuori dalla finestra sono leggermente imbiancate.
Gennaio volge al termine e ormai è più di un mese che il Mago Inverno ci sta regalando frequenti e leggere spruzzate di neve.
La neve. Da cittadina non ero mai riuscita ad amarla così profondamente. Ora la sento arrivare. Percepisco il suo odore nell’aria quando su in crinale sta scendendo.
Amo le sue infinite possibilità. L’anno scorso è arrivata con due nevicate prorompenti. Quest’anno si è fatta più gentile. Come un’amica che passa a trovarti di quando in quando.

Vivo in Appennino da tre anni. E questo è il primo inverno che mi sto godendo a pieno. Senza preoccupazioni.
La nostra casa infatti non ha il riscaldamento a metano: abbiamo solo le stufe. E organizzare il riscaldamento della casa non è stato subito un processo semplicissimo per una che veniva da 37 anni in città!
Una cosa che amo particolarmente è la mia Cucina Economica: una stufa a legna sulla quale posso anche cucinare.
Così il tardo pomeriggio invernale diventa un rituale. Pulizia dalla cenere, carico, accensione. Stecchini del bosco. Legna piccola. Legna mediana.
E mentre il fuoco si alimenta, cresce e ci scalda, la cena inizia a prendere forma. La cosa che adoro cucinare di più sulla stufa sono le zuppe: hanno un sapore completamente diverso!
Ma per avere legna ogni sera pronta in casa, c’è da faticare! Portare la legna grande dalla legnaia in casa e passeggiare nel bosco alla ricerca di legna piccola d’accensione. La mia parte preferita.
Così nelle mattine soleggiate o semplicemente non piovose parto con le mie borse. Salgo nei campi dietro casa fino al margine del bosco.
Una sosta seduta sul prato. Saluto le due Querce secolari e resto. In contemplazione del panorama e in ascolto delle voci mattutine del bosco. Così tanti canti. Tutti diversi.
Raccogliere legna mi rilassa. Raccolgo solo legnetti piccoli da rami caduti. E nel frattempo osservo le tracce del passaggio dei Selvatici: diverse piste, qualche giaciglio, se sono fortunata fatte o resti corporei come palchi o aculei o penne.

Nelle giornate di pioggia o particolarmente nuvolose invece, a volte non funziona nemmeno la connessione.
Come se il Meteo fosse lì apposta per ricordarmi che l’Inverno è fatto per il riposo. Non per il lavoro al pc.
E così sfrutto questo tempo regalato per intrecciare. Il Macramè è un’arte che ho scoperto circa un anno fa.
Intrecciare corde è per me una meditazione attiva: le mie mani si muovono da sole, la mia mente si svuota. L’intreccio sana le ferite e diventa un tempo di ascolto interiore.
La mia passione sono gli arazzi da muro. Proprio questo mese ho creato Inverno. Un arazzo potente. Dove ho intrecciato i miei intenti per questo nuovo anno.

Vivere ai margini del bosco permette di incontrare i Non-Umani o Animali Selvatici.
Sul davanzale della finestra in cucina lasciamo semini e briciole di pane per gli uccelli Passeriformi.
Osservare gli uccellini che svolazzano in inverno nel giardino di casa alla ricerca di cibo è una delle mie grandi passioni.
Mie e del mio gatto Arturo. Che come davanti alla sua personale TV, ogni mattina dopo colazione si apposta alla finestra per monitorare il passaggio mattutino di cince e cinciarelle.
Anche nel Bosco è un continuo viavai: qualche mattina fa sono stata svegliata dal canto del picchio che ha fatto il nido in un palo della luce qui vicino.
E quest’anno sto incontrando tantissimi scriccioli: uccellini minuscoli tondi e paffuti che zampettano sui rami e sul tronco, non più grandi del palmo di una mano.
Per non parlare del principe dell’Inverno. Incontrarlo è sempre per me un grande onore e un buon auspicio: il pettirosso.
Se anche tu hai la passione per i piccoli passeriformi invernali, leggi questo articolo.

Ringrazio questa mia scelta di Vita che mi ha portato a vivere in Connessione con la nostra vera Essenza: la Natura.
E ringrazio questo luogo che mi permette finalmente di vivere questa stagione invernale per quello che realmente è:
Un tempo in cui ci mi fermo, permettendomi riposo, quiete e introspezione. Un tempo per ascoltarmi e scoprire cosa voglio veramente. Seminare intenti, prendermene cura, nella speranza di vederli germogliare a Primavera.
Se anche tu vuoi viverti una giornata invernale in Appennino, leggi questo articolo dove ti consiglio 3 mete invernali nei dintorni di Casina.
Buon Inverno.
Terry







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