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CHI SONO

Il mio nome è Teresa, ma tutti mi chiamano Terry.

Non sono una persona dalla facile comprensione, sono piuttosto un tipo altalenante: sorriso smagliante, incazzatura brutale. Non amo le mezze misure, la mia vita è un bianco o un nero.

I ricordi che ho da piccola coltivano la mia parte di bambina sognatrice e senza-pensieri. Un’avventura in ogni prato, un’altalena per volare su nel cielo, la musica e la danza come mezzo di espressione.

Il tutto condito dall’autorità bacchettona paterna, da una mamma amorevole, da una sorellina inseparabile e da una nonna insostituibile.

la spensieratezza dell'infanzia

Crescendo questa piccola bambina spensierata si è nascosta in un piccolo angolino di me stessa per lasciare spazio alle Terry che potessero soddisfare i bisogni degli altri.

Non per voler apparire o creare una finta versione di me, ma perché, come tutti, cercavo negli altri approvazione e riconoscenza.

solitudine all'Eilean Donan Castle

E quindi c’è stata la Terry perfettina, che alle elementari portava il cerchietto e la camicia col collo a pizzo.

La Terry trasgressiva, che al liceo linguistico stava in silenzio in disparte, circondata dal suo gruppo d’inseparabili amiche.

Ragazze cazzute e fuori dagli schemi: le amiche di una vita che posso ancora chiamare tali.

Con loro ho provato l’ebbrezza del teatro. Del salire su un palco, dimenticando le paure e le insicurezze e riscoprendo la vivacità e la capacità di emozionarmi.

Poi è arrivata la Terry acculturata, che decide di seguire il suo amore per la cultura e per il bello. Che s’iscrive all’Università di Beni Culturali e poi si specializza in Archeologia.

sul cratere all'isola Vulcano

Questi anni li descriverei come appassionanti.

In questa fase ho avuto la fortuna di conoscere un gruppo di persone che come me condivide l’amore per la montagna, per le passeggiate nel bosco la domenica mattina e per una buona trattoria all’ora di pranzo. Giornate sane e ricostituenti.

sul crinale al Cavalbianco

Alla resa dei conti, è stato anche il momento della Terry realista. Che abbandona le sue amate arti per cercare un lavoro pratico e remunerativo. Ma che non potendo del tutto nascondere la sua vera essenza diventa la Terry cameriera.

Un lavoro da tanti svalutato, ma che io amo follemente per la sua duplice possibilità di essere sempre al centro, ma in disparte. Di poter recitare una parte senza sembrare finta e di ricevere tanto dalle persone senza che loro se ne accorgano.

la spiaggia di Cadice

Durante questa fase sopraggiunge un evento inaspettato: dopo un viaggio particolarmente importante, in cui ho rivalutato le mie priorità, conosco l’amore della mia vita.

Un incontro un po’ cercato, un po’ casuale, ma di cui mai avrei pronosticato i risultati.

Da quel “Ciao, sono Mattia”, dopo 6 mesi la convivenza e meno di un anno dopo Nicolò in arrivo. Buuum.

pic-nic al Passo Pradarena

Questo evento è la goccia che fa traboccare il vaso delle mie personalità. Per la prima volta mi sento realmente in gioco e in obbligo di fare una scelta:

capire chi voglio essere, come donna e come madre.

Dopo tanto tempo di pensieri, lavoro interiore ed alternanza di sbagli e gratificazioni, oggi ho una visione più nitida di Me.

Come nel libro Pezzettino di Leo Lionni, sono sempre stata convinta di essere il pezzo mancante di qualcosa o di qualcuno. Mi sono sempre sentita imperfetta e incompiuta.

La maternità e il percorso interiore che ho fatto in questi ultimi anni, mi hanno aiutato a capire chi sono veramente, qual è la mia autenticità come persona.

studiare le conchiglie a Marina di Ravenna

Tutte le strade che ho intrapreso, così diverse e variegate, tutte le esperienze che ho vissuto, non sono altro che i Pezzettini di me scomposti dopo essere caduta sull’isola Chi-Sono.

Vorrei che questo blog mi aiutasse ad unire tutti i miei Pezzettini per poter finalmente mostrare a tutti la Vera Me.

Se la mia presentazione ti ha incuriosito, leggi anche Andiamo all’Avventura: di cosa parla il blog e Le 7 cose in cui credo.